Le escursioni con gli asini sono anche una terapia

PALERMO. Una particolarità del trekking è quello fatto con un asino, un modo divertente e alternativo di fare escursionismo. Anche questa è onoterapia, un metodo di cura è attivo, non permette mai di restare passivi o di isolarsi, e si rivolge a un'utenza che soffre di disturbi della personalità e in generale a cardiopatici ed ipertesi, handicappati motori, bambini ed anziani, malati psichiatrici, non vedenti, persone con problemi di ansia, stress, solitudine. Insomma, il trekking con asini può essere anche una cura. Gli animali non trasporteranno l’escursionista in groppa ma trasportano la "soma", cioè i bagagli che occorreranno durante il cammino, cibo, acqua, tende (nel caso di trekking di più giorni). Il tutto viene caricato su di un "basto", una sorta di rudimentale sella costruita, secondo il modello usato dai nostri nonni per recarsi al lavoro con asini e muli, con corde, juta, fasce di cuoio e riempito di paglia. Il trekking con gli asini serve anche a risvegliare antiche sensazioni che solo il contatto con l'animale e la condivisione del cammino al suo fianco può dare, ripercorrendo antichi e più nuovi sentieri. I tempi del trekking con gli asini sono diversi da un trekking "umano", semplicemente perchè sono gli asini a dettare le pause lungo il cammino. E' un'escursione semplice adatta a tutti, adulti e bambini, l'importante è la voglia di camminare assecondando i ritmi dell'asino e le sue esigenze. L'escursione è preceduta da un momento di conoscenza dell'animale delle elementari norme per condurre gli asini lungo i sentieri. L.Ans.

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