Meteobilli, tra caldo e attasso

Dice che la botta di caldo che c’è per ora si chiama Caligola che era un imperatore romano troppo pazzo. Lui fece nominare il suo cavallo senatore. Va be’, scusate, non è pazzo uno così? Come dite? Scilipoti? Dite che un cavallo era meglio? Ma che ne so, io di politica non ne capisco un beneamato. Comunque le botte di calore ho deciso che non le chiamo più se non col nome che ci spetta visto da dove viene: l’Africano. E questo per due motivi. I nomi che circolano se li inventano i siti meteo e quando uno di questi nomi finisce in tg, nel sito stuppano la sciampagna perché pensano: hai visto che siamo tochi? I più tochi di tutti. All’università di Berlino dove, ufficialmente, danno i nomi, si occupano solo di cicloni e non di anticicloni. Per esempio, quello che per ora arrifridda  tutta la zona della Polonia, si chiama Wanda.

Insomma: Scipione, Ulisse, Caronte, Nerone, Caligola e ora, udite udite, si aspetta Lucifero. Insomma, visto che nessun riesce ad avere una botta di fantasia e a trovare un nome che non sia legato all’Inferno, mi pare di capire che quando sentiremo ammuntuare a Satana vuol dire che le botte di caloria sono finite.

La verità è che è la botta di caloria è sempre la stessa e  funziona come un ascensore: un colpo acchiana dal pianterreno tropicale sino ai piani alti dell’Europa, un colpo scinni. Poi acchiana di nuovo e così via. Avete mai cambiato il nome a un ascensore? Avete mai sentito a qualcuno che ci dice al figlio: Totuccio chiama a Pino. Pino cu? Cretino, l’ascensore. Ti dissi chiama a Pino.

Ora è sicuro che in questi giorni, rispetto a ieri, il caldo aumenta. Oggi anche nelle ore più calde non abbiamo superato i 33 gradi. Domani dovrebbe essere quasi uguale. Quasi perché è venerdì 17 e questo mette sul tavolo pure la carta dell’attasso che, per chi ci crede, è una bella camorria. A centro della Sicilia è diverso e nelle zone pianeggianti ma interne il pico di sole è troppo esagerato e lì magari si arrivano a toccare i 38, 39 gradi. Certo poi dipende da come misurate la temperatura. Ora tutti sanno che il termometro si tiene all’ombra. Ma questo no basta. Deve stare pure in una zona ventilata e possibilmente non attaccato a una parete esterna della casa che rilascia caloria. La cosa migliore sarebbe tenerlo come nella gabbia dell’uccellino e appizzare la gabbietta ai fili della stenning reviù quando stendente le cose che devono asciugare senza sole. Ecco, quella è una misurazione corretta. Allora vi accorgerete che questi numeri che sentiamo nei tg sono fasulli e c’è meno caldo. Ma c’è umito e questo, oramai lo sapete, ci fa sentire più caldo.

E poi: pare che esistono solo i poveri padani che, mischini si debbono assuppare caldo e afa a 40 gradi. Che però, è bene che si sappia, «viene dal Sud». Ma che palle: sempre colpa nostra è? Noi ci abbiamo messo secoli ad assupparci lo Scirocco e abbiamo inventato perfino costruzioni adatte. Se i polentoni hanno bisogno di qualche lezione non devono fare altro che chiamare. Prezzi modici e possibilità di abbonamento. La fattura? E che siamo maari che ci facciamo la fattura all’amante traditore?

Insomma il caldo ci sarà. Ma vi posso assicurare che abbiamo avuto giorni peggiori e che vale sempre il principio che più uno si annerba, più caldo sente. Vi posso dire che la giornata più calda dovrebbe essere domenica ma vi posso anche confermare che i venti saranno sì deboli, ma provenienti da Nord, il che vuol dire che asciugano l’aria e un poco la rinfrescano. A proposito, siccome mi furono fatte domande precise, domani nel meteobilli del uichend vi do qualche consiglio su che cosa mangiare che, a sentire tanti imbecilli in tv, pare che dovrebbimo essere tutti come le scimie e mangiare solo erba e banane. Invece non è così e domani ve lo spiego. Tante belle cose. Leggere.

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