Sicilia, Politica

Regionali, Cascio strappa il sì a Lombardo

Nel Pdl è sempre corsa a due tra il presidente dell'Ars e Gianfranco Miccichè, con il primo che sta tentando in tutti i modi il sorpasso all'ex pupillo di Berlusconi, incassando anche l'appoggio del fondatore dell'Mpa

PALERMO. Mentre Francesco Cascio incassa un altro autorevole sostegno degli autonomisti, Gianfranco Miccichè prosegue la corsa a Palazzo d’Orleans e dopo aver ufficializzato la sua candidatura attacca l’avversario di centrosinistra, Rosario Crocetta. Inizia così una settimana decisiva per la definizione delle alleanze in entrambi gli schieramenti, in vista del voto del 28 ottobre. Nel Pdl Cascio sta tentando il sorpasso sull’ex pupillo di Silvio Berlusconi, incoronato dall’ex premier ma bocciato da una vasta area azzurra che comprende i coordinatori Giuseppe Castiglione e Domenico Nania, lo stesso presidente dell’Ars e il movimento dei giovani del Pdl. Neanche il pressing sui deputati all’Ars ha segnato una svolta.



Allargando la coalizione al Nuovo polo, Cascio potrebbe garantirsi un ampio sostegno e conquistare il via libera del leader azzurro. Dopo l’apertura di Giovanni Pistorio, alla guida del Partito dei siciliani (l’evoluzione dell’Mpa), ieri Cascio ha incassato anche il sostegno di Nicola D’Agostino, capogruppo dell’Mpa all’Ars. «La dichiarazione del presidente Cascio è intellettualmente onesta ed equilibrata - ha detto l’autonomista in merito all’apertura di Cascio al partito dei siciliani - così come equilibrata è stata la sua funzione istituzionale in questi anni all'Ars. Aver immaginato la costruzione di una coalizione richiedendo l’impegno del Partito dei siciliani - ha aggiunto D’Agostino - significa rispetto per i valori dello Statuto e disponibilità a poter condividere un programma a ispirazione autonomista. Se così fosse, da parte nostra ci sarebbe la giusta considerazione ed evidente interesse».



Il Nuovo Polo rappresenta dunque l’ago della bilancia degli equilibri politici. Oltre agli autonomisti, Cascio prosegue il corteggiamento dei finiani, che avevano posto il veto su Miccichè ma ora seguono con interesse gli sviluppi in casa azzurra. Il dialogo con Pd e Udc a sostegno di Crocetta sembra essersi spento dopo gli attacchi a Lombardo. I finiani ritengono ancora possibile la corsa in solitaria, tanto che la parlamentare nazionale Flavia Perina ha rilanciato ieri i nomi di Fabio Granata e Massimo Russo. Ma il tentativo di Cascio ricompattare il centrodestra prosegue e ha già portato all’autosospensione della candidatura del capogruppo all’Ars, Innocenzo Leontini, sostenuto anche dal Pid. Tanto che il deputato dei centristi, Toto Cordaro, ha rilanciato sulla necessità che il centrodestra ritrovi «le ragioni dell’unità», suggerendo una riflessione interna al Nuovo Polo.



Miccichè comunque non arretra un passo e continua la corsa alla Presidenza. Anzi, da candidato di Grande Sud a tutti gli effetti, attacca il suo principale avversario: «Crocetta si è imborghesito - ha detto - Indossa i panni del rottamatore dei mali siciliani senza però descriverne i contorni, né i dintorni». In favore di Crocetta ha parlato il deputato del Pd Camillo Oddo per il quale «la candidatura dell’europarlamentare è un contributo fattivo al cambiamento. La sua storia politica è garanzia di trasparenza». Intanto, Italia dei valori chiude definitivamente la porta all’asse Pd-Udc: «Crocetta è l’uomo di Cracolici e Lumia, hanno fatto la campagna elettorale a Palermo insultandomi» ha dicharato sul Sole 24 ore.

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