Palermo, ancora focolai nella discarica di Bellolampo

All'opera Canadair, vigili del fuoco e squadre dell'Amia, l'ex municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti

PALERMO. Ci sono ancora focolai attivi nella discarica di Bellolampo in fiamme da domenica scorsa per un rogo certamente doloso appiccato nella quinta vasca. Le operazioni di spegnimento sono ancora in corso. All'opera Canadair, vigili del fuoco e squadre dell'Amia, l'ex municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti. Oggi la Procura, che ha aperto un'indagine a carico di ignoti per incendio, sentirà il comandante dei vigili del fuoco Gaetano Vallefuoco.
I tecnici dell'Arpa, nei giorni scorsi, hanno rassicurato gli inquirenti escludendo che dai rifiuti possa sprigionarsi diossina. Resta il problema della formazione di sacche di gas altamente esplosive. I magistrati che indagano, l'aggiunto Ignazio De Francisci e il pm Geri Ferrara, oggi potrebbero effettuare un sopralluogo in elicottero sulla zona. Intanto l'immondizia raccolta in città - in alcune zone i mezzi dell'Amia non sono passati e ci sono cumuli di spazzatura sparsi accanto ai cassonetti - vengono portati nelle discariche di Trapani e Campobello di Mazara.
Da questa mattina, inoltre, parte dei rifiuti raccolti potrebbero essere trasferiti con mezzi della protezione civile anche, in altre cinque discariche: Motta Sant'Anastasia, Mazzarrà Sant'Andrea, Catania, Gela e Giuliana. " Fino a ieri - dice il direttore generale di Amia Nicolò Gervasi- quaranta mezzi hanno conferito l'immondizia nella discarica di Trapani. Da questa mattina, invece, è in funzione a Bellolampo la stazione di trasferenza, da lì in pratica i rifiuti saranno portati con i camion in altri siti". " La zona della stazione di trasferenza non è interessata dalle fiamme e - aggiunge - dispone di superfici impermeabilizzate e con caratteristiche adeguate per la raccolta del percolato".

TROVATO TERZO FOCOLAIO,ORIGINE DOLOSA CERTA. Sono tre i focolai individuati dai vigili del fuoco nella discarica di Bellolampo in fiamme da domenica scorsa. I tecnici ne hanno scoperto uno a ridosso della prima vasca e altri due vicino alla quarta e alla quinta. La circostanza, confermata ai pm che indagano sull'incendio dal capo dei pompieri Gaetano Vallefuoco, avvalora la tesi che il rogo sia doloso. Secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco ad alimentare le fiamme sarebbero state delle sterpaglie che si trovavano vicino alle vasche: questo induce gli inquirenti a valutare se ci siano state negligenze nella prevenzione da parte del responsabile della discarica. Restano accesi alcuni focolai nonostante il lavoro di vigili, squadre dell'Amia e Canadair. Le operazioni di spegnimento sono complicate dal fatto che non si riesce a reperire la terra inerte che dovrebbe essere usata per coprire le fiamme residue. Infine, i tecnici dell'Arpa monitoreranno eventuali presenze di diossina nell'aria, per ora non rilevate, con uno strumento che permette analisi continuative per 8 ore messo a disposizione dall'università di Palermo.



DISAGI, CASSONETTI COLMI DI RIFIUTI. Cassonetti stracolmi e maleodoranti, con la situazione aggravata dal forte caldo di questi giorni, tra le vie cittadine del centro e della periferia a Palermo. Nel capoluogo siciliano iniziano i disagi dopo la chiusura della discarica di Bellolampo, andata a fuoco domenica scorsa e con focolai attivi ancora oggi, 5 giorni dopo l'inizio dell'incendio. I rifiuti vengono dirottati su varie discariche ma la raccolta in città sta subendo pesanti rallentamenti.
E così i cumuli di spazzatura aumentano di giorno in giorno anche in strade centrali come via Imera, vicina alla Cattedrale, o via Archimede, vicino a una delle vie più trendy, e nel centro storico, a piazza Kalsa, al foro italico in via Ximenes. Intanto emerge la certa origine dolosa dell'incendio. Ad avvalorare la tesi il comandante dei Vigili del Fuoco, Gaetano Vallefuoco, che è stato sentito dai pm che indagano sul rogo, l'aggiunto Ignazio De Francisci e il pm Geri Ferrara. La Procura, nelle ore immediatamente successive all'evento, aveva aperto un'inchiesta a carico di ignoti. A dimostrare il dolo è la scoperta del terzo focolaio, a ridosso della prima vasca. Gli altri due erano stati individuati vicino alla quarta e alla quinta vasca di accumulo di rifiuti.
Da parte sua il sindaco, Leoluca Orlando, sottolinea che "la discarica è di proprietà della Regione ed è gestita dall'Amia che non è controllata dal Comune essendo commissariata ormai da molti mesi" ciononostante, prosegue, "dal primo momento io personalmente o miei delegati siamo stati in costante contatto con le autorità preposte agli interventi". Difficile lo spegnimento. Le operazioni sono ancora in corso. All'opera Canadair, vigili del fuoco e squadre dell'Amia, l'ex municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti.

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