Riabilitazione dopo l’ictus Un aiuto grazie ai videogiochi

La scoperta di alcuni ricercatori australiani. La terapia tecnologica innovativa dura due settimane. La sperimentazione allo studio anche in Sicilia

Un aiuto importante alle persone colpite da ictus viene dai videogiochi. La scoperta, che potrebbe apparire singolare, in realtà non fa che confermare quanto da anni molti medici e ricercatori sostengono, ovvero che i videogames sono un ottimo rimedio per il recupero di alcune funzione fisico-motorie. Per migliorare lo stato riabilitativo di pazienti colpiti da un ictus, dei ricercatori australiani hanno messo a punto un programma per recuperare forza e riflessi, dal nome Wii-based Movement Therapy.
Dura due settimane ed è stato messo ideato da Neuroscience Research Australia, con la supervisione della dottoressa Penelope McNulty, che ha diretto lo studio. Secondo i medici, i videogiochi permettono alle persone colpite da ictus di rafforzare i muscoli delle braccia e in particolar modo delle mani, mettendoli alla prova in giochi sportivi che ne richiedono l’utilizzo unito alla  prontezza  di riflessi. Possono beneficiarne anche persone in cui l’ictus si è verificato anche molti anni addietro, considerando che il team di ricercatori australiani ha lavorato con persone malate da 21 anni. Una sperimentazione che potrebbe essere presa in considerazione anche in Sicilia.
L’ictus affligge circa 9,6 milioni di europei, e provoca la morte di 5,7 milioni di persone all’anno nel mondo. Si calcola che questa patologia costi all’economia europea circa 38 miliardi l’anno, costo che aumenterà vertiginosamente perché si considera che entro il 2050 raddoppierà il numero dei soggetti colpiti. «I videogiochi possono essere una risorsa molto importante per la riabilitazione dopo essere stati colpiti da ictus - dice il professore Daniele La Barbera, direttore della cattedra di psichiatria dell’Università di Palermo -. Alcuni giochi elettronici sono utili nel migliorare le capacità sia motorie sia mentali, la memoria, la concentrazione, gli orientamenti spaziali. Hanno una serie di risvolti favorevoli. Inoltre il loro aspetto ludico, fatto di divertimento e di spensieratezza, può essere un importante fattore emotivo nel corso della riabilitazione. In questo campo, ci sono delle ricerche favorevoli anche per quanto riguarda l’applicazione sui pazienti malati di morbo di Parkinson. Attenzione, però - conclude - il loro uso eccessivo ha delle ripercussioni negative sui bambini. Su di loro ci sono effetti diversi, studi hanno accertato che giocare troppo modifica negativamente il cervello del piccolo». 

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