Mafia, Dell'Utri: non ammessa la deposizione di Berlusconi

Per i giudici la testimonianza dell'ex premier non è «nè rilevante, nè decisiva». I motivi della presenza del boss Nino Mangano ad Arcore e i pagamenti fatti da Berlusconi a Cosa nostra negli anni '70 sono già «ampiamente comprovati»

PALERMO. La corte d'appello di Palermo, respingendo la richiesta del Procuratore generale, ha deciso che Silvio Berlusconi non deporrà al nuovo processo d'appello per concorso in associazione mafiosa al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Per i giudici la testimonianza dell'ex premier non è «nè rilevante, nè decisiva». Secondo i giudici, i motivi della presenza del boss Nino Mangano ad Arcore e i pagamenti fatti da Berlusconi a Cosa nostra negli anni '70 sono già «ampiamente comprovati». Da qui il giudizio di «non decisività e non indispensabilità ai fini della decisione» della testimonianza dell'ex premier che sarebbe dovuto comparire in udienza, secondo il pg, come teste assistito in quanto ex indagato di reato connesso.

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