Tartarughe marine da salvare Lampedusa, ce la fa una su 100

L’allarme dal centro di recupero dell’isola e dai gestori della riserva. «Nidificano nella spiaggia dei Conigli, ma in poche raggiungono l’età adulta»

PALERMO. Le tartarughe marine rischiano di scomparire dai nostri mari. La caretta caretta, la specie più comune, incontra molte difficoltà a nidificare nel Mediterraneo, a causa dell'aumento della pesca e dell'inquinamento ambientale. In Sicilia, a Lampedusa, le tartarughe marine, però, possono trovare una tranquilla oasi dove deporre le loro uova: si tratta della spiaggia dei Conigli. "Gli altri siti dove un tempo questa specie nidificava, sono stati invasi da turisti e lidi balneari. La spiaggia dei Conigli, invece, durante il periodo di nidificazione viene chiusa e sorvegliata dai nostri volontari", spiega Elena Frassi, la coordinatrice di Legambiente, ente che gestisce la "Riserva naturale orientata Isola di Lampedusa", e si occupa del monitoraggio delle nidificazioni di questa specie.
Le tartarughe marine depongono le uova di notte. Ogni nido ne produce dalle 50 alle 100. Solo metà delle tartarughine che nasceranno raggiungerà il mare, a causa degli attacchi dei predatori (in particolare gabbiani, granchi, ratti, volpi e randagi). E solo una diventerà adulta. Le altre moriranno per avvenimenti naturali o sfortunati incontri con l'uomo. Il pericolo maggiore è la pesca poichè vengono ferite dagli ami. E se il mercato alimentare illecito di questa specie è terminato, l'aumento del turismo ha provocato effetti più devastanti: "In Sicilia non siamo riusciti a creare un equilibrio tra esigenze economiche e rispetto della natura, obiettivo che invece si è realizzato nel resto del mediterraneo orientale", spiega Daniela Freggi, responsabile del centro di recupero delle tartarughe di Lampedusa, che si occupa del salvataggio e della cura di esemplari feriti, e poi studia questa specie ancora, in parte, ancora sconosciuta. In Grecia infatti, per esempio, ogni anno vengono deposti circa mille nidi. A Lampedusa ne vengono registrati annualmente da 1 a 6, e nella peggiore delle ipotesi nessuno, dal momento che negli ultimi anni le tartarughe non trovano più siti sicuri e incontaminati dove riprodursi.

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