Marsala, operaio muore mentre pulisce il silos del vino

La vittima si chiama Youssef Mortaba. Sull'accaduto hanno avviato indagini i carabinieri di Marsala. Mortaba si sarebbe dovuto sposare in ottobre

MARSALA. Sono stati i titolari dell'azienda a trovare, ieri sera, il corpo senza vita di Youssef Mortaba. È stato chiamato il 118, ma ormai era troppo tardi. Pare che l'operaio stesse lavorando da solo e senza protezioni particolari. Sull'accaduto hanno avviato indagini i carabinieri di Marsala. Mortaba si sarebbe dovuto sposare in ottobre. Secondo le testimonianze di alcuni parenti, l'operaio lavorava nella cantina Mothia da circa quattro anni, a giorni alterni, facendo i doppi turni durante la vendemmia. «La paga era sempre di 30 euro al giorno» raccontano alcuni suoi amici accorsi sul posto, mentre, sconvolto dal dolore, un cugino dice che «questi lavori non si fanno fare a una persona sola. Anche a me capita di pulire le cisterne, ma il nostro titolare ci fa scendere sempre
in squadre di tre. Uno pulisce mentre gli altri lo reggono con le imbragature e lo controllano a vista. Per alcuni lavori particolari abbiamo anche dei caschi speciali collegati a un impianto di respirazione. Costa tanti soldi ma almeno lavoriamo in sicurezza».


«Yousseb Mortaba era un lavoratore autonomo. Mai dato nessun ordine di ispezionare il pozzetto». Ad affermarlo è Francesco Bonomo, titolare della Cantina vinicola Mothia, dove è morto l'operaio marocchino di 34 anni.  «Mortaba - aggiunge Bonomo - è deceduto verosimilmente a causa di assenza di ossigeno, non di esalazioni di gas, non era un operaio della cantina, nè aveva mai ricevuto alcun ordine di ispezionare il pozzetto, peraltro inutilizzato da molto tempo, non avendone tra l'altro nessuna competenza a farlo: in cantina c'era un operaio appositamente addetto a quella mansione. Mortaba era in possesso della cittadinanza italiana e di partita Iva. Saltuariamente, in passato si era dedicato allo spazzamento esterno della struttura e mai ha intrattenuto rapporto di lavoro subordinato con noi, anche perchè egli aveva sempre sostenuto di svolgere il lavoro di venditore ambulante». «La disgrazia è probabilmente avvenuta - conclude Bonomo - perchè dal pozzetto usciva un cattivo odore che lo avrebbe attirato. Siamo affranti per la perdita di un giovane generoso e onesto. Siamo a completa disposizione della magistratura e degli organi inquirenti per collaborare e contribuire alla verifica puntuale dei fatti»

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