Sicilia, Economia

Stagione balneare: in Sicilia tre mesi più lunga

Il periodo turistico sulle località balneari chiuderà il 15 novembre e non il 30 settembre. E dall'anno prossimo il via fissato al 15 marzo. Più possibilità di guadagno per i 4 mila lidi dell'Isola e più soldi alla Regione per i canoni di concessione

PALERMO. Da quest’anno la stagione turistica sulle località costiere durerà tre mesi in più. La stagione balneare si chiuderà infatti il 15 novembre e non il 30 settembre. Per i 4 mila lidi siciliani ci saranno dunque maggiori possibilità di intercettare turisti mentre per la Regione si prospetta un incremento degli introiti dai canoni di concessione.
È l’effetto della proposta dell’assessore regionale al Territorio, Alessandro Aricò, che venerdì sera ha ricevuto l’apprezzamento da parte della giunta. Dal prossimo anno, inoltre, la stagione balneare inizierà il 15 marzo, mentre attualmente l’apertura è fissata il primo maggio. «Adesso pubblicheremo il decreto - spiega l’esponente del governo - che rappresenterà un vantaggio per il settore turistico- alberghiero e balneare, con un ritorno in termini economici e di immagine per il territorio siciliano. Secondo una stima degli uffici, con questo provvedimento le entrate per i canoni di concessione cresceranno di circa un milione di euro all’anno».
Il testo sarà concordato con l’assessorato regionale alla Salute, anche perchè c’è da evitare una beffa. «Ogni anno – spiega Alessandro Cilano, gestore di due lidi a Mondello - le analisi delle acque non coincidono mai con l’inizio della stagione balneare e c’è una sorta di divieto ufficioso di fare il bagno al di fuori della stagione». Gli imprenditori siciliani chiedono maggiore attenzione a un settore che nell’Isola coinvolge 7 mila strutture, di cui 4 mila prettamente balneari. «Basti pensare che per portare avanti un’iniziativa sul demanio - prosegue Cilano - noi gestori dobbiamo presentare istanza a 14 enti diversi per ricevere un’infinità di autorizzazioni».
Per questo motivo Confesercenti ha espresso soddisfazione per la proposta di Aricò ma chiede di attuare le richieste dell’associazione di categoria: «Il prolungamento della stagione balneare - spiega il direttore della Confesercenti Sicilia, Salvatore Curatolo - diventa una misura strategica non solo per creare maggiori opportunità di business per le imprese e le professioni del settore, ma anche per accrescere la competitività della nostra offerta turistica balneare, che da sempre rappresenta tra i principali fattori di richiamo della domanda di turismo in Sicilia». I gestori dei lidi chiedono di prolungare ulteriormente l’apertura delle strutture, perchè «smontare e rimontare i lidi - dicono - ha un costo che oscilla tra 30 e 40 mila euro.
I benefici di una struttura permanente sono di natura occupazionale, considerato che nel settore lavorano oltre 50 mila persone, ma anche turistica e sociale, perchè consentono di svolgere attività per disabili e turisti fuori stagione». L’estensione della stagione balneare è vista positivamente anche da Toti Piscopo di Confindustria Turismo. Secondo le associazioni di categoria, a causa della crisi è cresciuto molto il numero di turisti che giungono in Sicilia in primavera e in autunno. «Del resto viaggiare nel periodo di bassa stagione - dice ancora Cilano – è economicamente più conveniente». Cilano, assieme ad Antonello Firullo e Salvo Basile, del coordinamento regionale della Fiba Confesercenti, hanno espresso apprezzamento per la proposta presentata dall’assessore Aricò.

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