Regione, perizie e incarichi: nel mirino dell'Ue appalti in 56 comuni

Da Bruxelles hanno constatato un bando del 2009 dell’assessorato alle Attività produttive con cui venivano assegnati circa 95 milioni per realizzare aree produttive destinate agli artigiani

PALERMO. Al Comune di Camporeale hanno affidato l’incarico di progettista dei lavori senza una gara pubblica. Il Comune di Castelbuono ha invece assegnato il ruolo di responsabile del procedimento a un funzionario che non aveva i titoli. A Chiusa Sclafani è stata autorizzata una perizia di variante che ha fatto lievitare i costi di 130 mila euro malgrado l’Europa vieti espressamente lavori aggiuntivi.
E così dalle carte della corrispondenza fra Regione e Bruxelles per evitare che diventi definitivo lo stop a 600 milioni, emerge il business delle perizie di variante e dell’affidamento degli incarichi tecnici negli appalti finanziati con i fondi comunitari. Ci avevano visto giusto, a Bruxelles, nel contestare un bando del 2009 dell’assessorato alle Attività produttive con cui venivano assegnati circa 95 milioni ai Comuni per realizzare aree produttive destinate agli artigiani. La Commissione europea ha contestato il fatto che la graduatoria avesse ammesso a finanziamento praticamente tutti i progetti arrivati: nessuna selezione, contributi quasi a pioggia. Da qui la richiesta: verificare i progetti e togliere il finanziamento nei casi in cui emerga che non sono tecnicamente validi. E dalle verifiche, avviate e non ancora inviate a Bruxelles, i primi errori e le prime irregolarità sono emerse subito. Il verbale che fa seguito all’ispezione presso il Comune di Camporeale, che ha ottenuto un finanziamento di un milione, «ha violato le norme comunitarie 92/50 e 93/38 che regolano l’affidamento della direzione dei lavori al progettista».
Ne consegue che sarebbe irregolare pure il pagamento della parcella. Un errore analogo lo hanno commesso a Castelbuono affidando il ruolo di responsabile di tutto il procedimento dell’appalto a un dipendente che non aveva i requisiti. La conseguenza di questa irregolarità potrebbe essere l’annullamento di tutti gli atti firmati dal funzionario e quindi lo stop al progetto con la revoca del finanziamento da quasi 2 milioni. Da Palermo gli ispettori si sono mossi parecchio su questo bando che all’Ue non piace affatto. Le verifiche sono state fatte anche se non hanno ancora portato a decisioni definitive. E irregolarità sono emerse in molti dei 56 Comuni che hanno ottenuto i fondi. In altri verbali si legge di affidamento dei lavori tecnici (progettista, direttore e collaudatore) fatto
con chiamata diretta: la legge italiana prevede che sia possibile se la parcella è inferiore ai 20 mila euro ma per Bruxelles serve comunque una procedura selettiva. Nel caso di Chiusa Sclafani è stata contestata la mancanza di evidenza pubblica nell’affidamento di incarichi per direzione dei lavori, collaudi e verifiche geologiche che sono costati 116 mila euro. Bruxelles contesta inoltre la perizia di variante del Comune di Chiusa Sclafani che dallo stesso bando ha ottenuto quasi un milione e trecentomila euro salvo poi chiederne altri 130 mila a lavori iniziati. Per la Commissione europea «il fatto non è stato nè valutato nè rilevato in sede di verifica e in ogni caso non è giustificabile». Le perizie sarebbero consentite solo in presenza di un cambio di normativa nazionale o di calamità naturale. Altre perizie di variante contestate sono emerse Sambuca di Sicilia che ha ottenuto fondi per 3,2 milioni. Sull’assegnazione al Comune di Mascalucia di 3 milioni e 920 mila euro la Commissione solleva dubbi invece in relazione ai punteggi assegnati al progetto. Circostanza che ha portato ad ammettere a finanziamento anche progetti che hanno ottenuto 3 o 6 punti su 110 come nel caso dei Comuni di Vittoria e Aragona. Il blocco dei fondi europei non riguarda solo la Sicilia. Nella lista nera comunicata da Bruxelles ci sono anche Sardegna (circa 140 milioni), Calabria (190 milioni) e Campania mentre l’Abruzzo ha ricevuto un primo avvertimento.

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