Peschereccio siracusano scomparso: ancora nessuna notizia

Non ci sono tracce del peschereccio siciliano «Fatima II», di Portopalo di Capo Passero (Siracusa), scomparso dopo che tre membri dell'equipaggio, tutti italiani, sono stati trovati su due zattere di salvataggio, al largo delle coste greche. La madre del comandante: "Non sappiamo niente, siamo in ansia"

SIRACUSA. Ancora nessuna traccia del  peschereccio siciliano «Fatima II», di Portopalo di Capo  Passero (Siracusa), scomparso dopo che tre membri  dell'equipaggio, tutti italiani, sono stati trovati su due  zattere di salvataggio, al largo delle coste greche: una delle  ipotesi è che altri tre marinai, tutti stranieri, si siano  ammutinati fuggendo con l'imbarcazione. Non si conosce la sorte  del comandante, italiano: anche lui manca all'appello e gli  inquirenti non escludono che possa addirittura essere stato  ucciso, considerato che i naufraghi hanno detto di aver sentito  degli spari a bordo.     Alle ricerche del peschereccio, che si pensa possa essere  diretto in Egitto, partecipano tutte le Guardie costiere  dell'area: monitorati i cellulari dei tre marittimi stranieri,  grazie ai quali si spera di poter localizzare  l'imbarcazione. 


I FAMILIARI: "DATECI NOTIZIE" - Davanti alla caserma della  Guardia costiera di Siracusa stazionano diversi amici,  conoscenti e familiari del comandante del «Fatima II».  Visibilmente provata è anche Antonina Moscuzza, mamma di  Gianluca Bianca: «Non so dire cosa possa essere accaduto -  afferma - ma voglio al più presto avere notizie di mio figlio.  Luca è un comandante esperto, anche se giovane. Per lui il mare  è davvero tutto. Aveva appena 8 anni quando per la prima volta  è andato a pescare con mio fratello. Gli studi, infatti, non li  ha completati, contro il nostro volere, proprio perchè voleva  andare per mare. So cosa vuol dire andare per mare, cosa vuol  dire avere i tuoi cari che fanno miglia e miglia per portare un  pò di pane a casa: mio nonno e mio papà erano pescatori».     Marcello Bianca, padre del comandante, è uomo di poche  parole e la pensa come la nuora: «Lo avevo detto a Gianluca di  non fidarsi di quelle persone - ha commentato -. Avrei preferito  pagare perchè restassero a terra piuttosto che portarli in  barca. Ma lui la pensava in maniera diversa».     Anche Giovanni Maiorana, proprietario del «Fatima II» segue  in capitaneria l'evolversi della vicenda. «Attendiamo notizie  che però non arrivano - ha spiegato - Anche la voce che si era  sparsa di un possibile avvistamento della barca nei pressi del  porto di Bengasi si è rivelata frutto di un equivoco. Siamo  impotenti ma non possiamo per ora fare altro che aspettare e  sperare che tutto si risolva presto e per il meglio» 

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