L'Ars dice no al voto segreto

La proposta in discussione era relativa all'innalzamento, da 9 a 18, del numero di deputati necessari per richiedere il voto segreto, ma già ieri nel corso del primo giorno di dibattito, su questo punto era emersa più d'una resistenza fra i deputati di Sala d'Ercole

PALERMO. Era stato annunciato come uno dei punti cardine della riforma del regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana, ma ad appena 24 ore dall'inizio del dibattito, la modifica del voto segreto è stata messa da parte.
La proposta in discussione era relativa all'innalzamento, da 9 a 18, del numero di deputati necessari per richiedere il voto segreto, ma già ieri nel corso del primo giorno di dibattito, su questo punto era emersa più d'una resistenza fra i deputati di Sala d'Ercole. Oggi all'inizio dei lavori d'aula il presidente di turno Santi Formica ha proposto, a nome della presidenza dell'Ars, di stralciare questo punto "per procedere rapidamente - ha detto - all'approvazione delle altre modifiche" che riguardano diversi punti, dalle modalità di presentazione degli emendamenti alla compilazione del calendario dei lavori da parte della conferenza dei capigruppo. Se ne riparlerà, come si dice in questi casi, in "un secondo momento". Ieri, introducendo il dibattito sulla riforma del regolamento, il presidente dell'Ars Francesco Cascio aveva detto: "Abbiamo limitato il nostro intervento ad alcune modifiche che riteniamo assolutamente essenziali per il buon funzionamento dell'aula e per evitare episodi che non qualificano l'attività del Parlamento stesso, peraltro ben consapevoli che noi lasceremo questo lavoro ai nostri successori".
Quindi aveva aggiunto: "I due rami del Parlamento nazionale hanno già quasi abolito il voto segreto, noi non lo aboliamo, ma vogliamo aumentare il quorum dei richiedenti perché ci sembra obiettivamente fuori dal tempo che ancora sia possibile chiedere il voto segreto su tutti gli argomenti, affidando la richiesta ad appena nove parlamentari". Ventiquattro ore dopo le parole di Cascio, l'Ars ha fatto marcia indietro.

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