Deputati arrestati, si cambia: basta incarichi all'Ars

Una volta scarcerato, oggi l'onorevole riprende le eventuali cariche che aveva. Una modifica del regolamento interno prevede solamente che riacquisti il seggio

PALERMO. L’Ars prova a cambiare le norme interne che regolano il caso di arresto di un deputato. Oggi l’onorevole colpito da provvedimento cautelare viene immediatamente sospeso e temporaneamente sostituito ma una volta scarcerato, sebbene in attesa di giudizio, torna in carica e riprende anche gli eventuali incarichi aggiuntivi. È il caso delle presidenze o vicepresidenze di commissione e del ruolo in consiglio di presidenza che assegnano tra l’altro sostanziosi bonus aggiuntivi (da 800 a 6.900 euro mensili extra). Una modifica al regolamento arrivata ieri in aula prevede che nel caso di scarcerazione il deputato riacquisti il seggio ma perda questi incarichi interni. Una seconda modifica in corso di approvazione prevede che il voto segreto debba essere chiesto da almeno 18 deputati, oggi ne bastano 9. L’ultima modifica abolisce il voto segreto per le votazioni finali su leggi di bilancio e Finanziaria. Le norme, approvate in commissione Regolamento, attendono a giorni il voto finale dell’aula.

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