Mafia, sequestro da 70 milioni a un imprenditore di Messina

L'uomo è ritenuto vicino ai clan del versante tirrenico della Sicilia. Il sequestro riguarda alcune società, appezzamenti di terreno, abitazioni ed autoveicoli

MESSINA. L'imprenditore al quale oggi i carabinieri hanno sequestrato beni per il valore di 70 mln di euro è Michele Rotella, 72 anni, noto come il 'Baronè, indicato come esponente di spicco della mafia di Barcellona Pozzo di Gotto. All'uomo sono stati sequestrati 88 terreni, 3 fabbricati rurali, 8 abitazioni, 3 negozi, 7 autovetture, 11 autocarri, 3 semirimorchi, 3 trattori stradali, conti correnti e titoli di credito per 10 mln di euro, 3 società, l'impresa Ca. Rot che si occupa di produzione di calcestruzzi, l'impresa di Costruzioni Rotella Michele e quote della società 'Agp', aziende generali Puglisi che si occupa di produzione e vendita di inerti, e 'Azzurrà di Rotella e Co che opera nel settore immobiliare e alberghiero. 


Secondo gli investigatori c'era un accordo per la gestione dei lavori che avvenivano nella discarica di Mazzarrà Sant'Andrea tra il prof Sebastiano Giambò, ex sindaco del comune ed ex presidente della Tirreno Ambiente, l'imprenditore Michele Rotella e il rappresentante del clan dei Mazzarroti Carmelo Bisognano. Rotella era già arrestato nell'operazione «Vivaio» perchè indagato per concorso esterno all'associazione mafiosa e per estorsione ed è stato poi condannato a 12 anni di reclusione con una sentenza della Corte di Assise. Gli investigatori hanno sequestrato i beni di Rotella notando la sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti.

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