Uccisa a Trapani, una zia: avevamo un mostro in casa

TRAPANI. "Avevamo il mostro in casa e non ce ne siamo accorti". Lo dice Anna Maria Ricevuto, zia di Maria Anastasi, la donna il cui cadavere semi carbonizzato è stato rinvenuto ieri nelle campagne di Trapani e che secondo gli investigatori sarebbe stata uccisa dal marito, Salvatore Savalli, 39 anni. "Non siamo riusciti a proteggerla", dice la donna tra le lacrime. "Sapevamo che il marito è un violento, ma non immaginavamo che potesse arrivare a questo".    
La figlia della vittima, 16 anni, studentessa, racconta ai cronisti che il padre, quando è rincasato, senza la moglie, assieme all'amante gli avrebbe raccomandato di mentire ai carabinieri: "Devi dire che eri con me quando la mamma è scomparsa". La ragazza, piangendo, esclama: "Lui voleva salvare se stesso e la sua amante perché anche lei è complice. Ne sono sicura". "Mia madre - aggiunge - era troppo buona: lui se l'era portata anche a casa l'amante". E sempre secondo il racconto della ragazza, la donna avrebbe carpito la buona fede di Maria Anastasi, raccontandole che con il marito c'era solo un rapporto di amicizia: "Lei ingannava mia madre raccontandole bugie: si voleva prendere anche la mia cameretta; era diventata lei la padrona di casa e mia mamma era costretta a subire".     
La posizione della donna, è adesso al vaglio degli inquirenti. Finora è stata interrogata come persona informata sui fatti. L'indagine, coordinata dal procuratore capo di Trapani, Marcello Viola, è in evoluzione. Nelle prossime ore, mentre si attende la convalida del gip sul fermo eseguito ieri sera a carico di Salvatore Savalli, potrebbero esserci nuovi sviluppi.

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