La Regione è senza soldi: si risparmia anche sull'aria condizionata

Scene da una Regione in crisi finanziaria, costretta a tagliare le spese per beni e servizi, dove anche pagare una bolletta diventa un ostacolo insormontabile. Il Fondo pensioni non ha ricevuto dall’assessorato all’Economia i soldi necessari

PALERMO. All’assessorato alla Formazione hanno deciso che i condizionatori possono essere accesi solo per 4 ore al giorno. In altri assessorati l’aria condizionata non funziona e basta. Mentre il Fondo pensioni non ha più un euro per pagare buonuscita e anticipazioni sulla liquidazione. Scene da una Regione in crisi finanziaria, costretta a tagliare le spese per beni e servizi, dove anche pagare una bolletta diventa un ostacolo insormontabile.
Da un mese e mezzo chi ha maturato il diritto a ricevere la liquidazione attende invano i soldi dalla Regione. Il Fondo pensioni non ha ricevuto dall’assessorato all’Economia i soldi necessari: «La buonuscita - spiega il direttore Ignazio Tozzo - matura dopo 6 o 24 mesi da quando si va in pensione. Ma non possiamo pagare quanti hanno già maturato il diritto.


C’è già un ritardo di un mese e mezzo e se la Regione non verserà i soldi, la situazione peggiorerà». Negli uffici non hanno calcolato quanti sono i pensionati in attesa della liquidazione, sanno però quanti soldi occorrono per pagare le pratiche già pronte: «Servono almeno sei milioni ma la crisi di liquidità della Regione non permette di avere subito questi soldi» commenta Tozzo. La scorsa settimana hanno tremato perfino gli onorevoli di Sala d’Ercole: la Regione ha ritardato, ma di qualche ora, l’accreditamento delle somme per gli stipendi. Poi il caso è stato risolto. Secondo la Ragioneria generale non dovrebbero invece esserci problemi per gli stipendi dei dipendenti della Regione. È per il finanziamento dell’attività degli assessorati che i soldi sono già finiti. «Sì - ammette il dirigente Ludovico Albert - alla Formazione abbiamo acceso i condizionatori solo oggi (ieri per chi legge, ndr) e abbiamo comunque deciso di limitarne l’uso a quattro ore al giorno per contenere i costi per l’energia elettrica».


Costi che alla Formazione e Istruzione sono salati e risentono anche di un vecchio debito di decine di migliaia di euro con l’Enel: «Se non saniamo questo debito la situazione resterà critica» anticipa Albert. Il problema però non riguarda solo gli uffici della Formazione e Istruzione. In altri assessorati i condizionatori restano spenti per la maggior parte del giorno e - secondo i Cobas Codir - ciò accade perfino negli uffici della Segreteria generale del presidente della Regione, in via Magliocco. A questo punto, ricevute le lamentele dei dipendenti, Marcello  Minio  e Dario Matranga (leader del sindacato) hanno scritto a tutti i dirigenti della Regione: «Incredibilmente gli impianti di condizionamento sono spenti o funzionano a scartamento ridotto. Sarebbe una spending review fatta in casa che al posto di tagliare i veri sprechi colpisce il benessere dei dipendenti».


Da qui la minaccia del Cobas: «Se i condizionatori non verranno riaccessi saremo costretti a segnalare il caso all’autorità giudiziaria». I tagli ai budget stanno condizionando un po’ tutti gli uffici. Il Capo del Personale, Giovanni Bologna, ha deciso di non aprire in estate gli uffici nelle ore pomeridiane per limitare lo straordinario dei dipendenti. Mentre alla Formazione funzionari e dirigenti hanno chiesto aiuto agli utenti: «Non abbiamo i soldi neppure per comperare la carta - conclude il piemontese Albert - e così i titolari degli enti gestori dei corsi, quando hanno bisogno di documenti da stampare qui, si portano i fogli da casa».

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