Cinque falsi ciechi a Catania, truffa da 500 mila euro

Le immagini registrate documentano i presunti ciechi che passeggiano evitando ostacoli e salendo e scendendo le scale o mentre sono "impegnati" in un partita a biliardino. Uno degli indagati, è stato ripreso alla guida di un motorino

CATANIA. Cinque falsi ciechi sono stati scoperti dalla guardia di finanza di Catania. I cinque, due donne e un uomo dichiarati ciechi dal 1999 al 2009, erano riusciti a far credere ai medici di essere non vedenti e così si sono garantiti assegni di invalidità e indennità di accompagnamento riscossi, in alcuni casi, anche da più di venti anni.
La truffa alle casse dell'Inps scoperta dalle Fiamme Gialle é di circa mezzo milione di euro. Le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, sono state rese possibili dall'analisi di numerose notizie ricavate dalle banche dati e successivamente riscontrate attraverso accurati pedinamenti dei sospettati.
Le immagini registrate documentano i presunti ciechi che passeggiano per le vie della città, evitando ostacoli e salendo e scendendo dalle scalinate o mentre sono "impegnati" in un partita a biliardino. Uno degli indagati, che da alcuni anni percepisce una pensione di invalidità per cecità cosiddetta parziale, è stato ripreso alla guida di un motorino mentre procedeva a 'zig zag' per il traffico cittadino. I filmati e le prove raccolte dalla Guardia di Finanza sono state messe a disposizione dell'Autorità Giudiziaria che ha disposto il sequestro dei beni e dei valori necessari a risarcire lo stato.
I sigilli hanno interessato 5 immobili e le disponibilità sui conti correnti bancari dove venivano accreditate le indennità. Gli indagati sono, G.M., di anni 47, dichiarata cieca dal 1999; G.S., di anni 39, dichiarato cieco dal 2009; P.E., di anni 36, dichiarata cieca dal 2008; B.N., di anni 42, dichiarato cieco dal 1991; N.G., di anni 30, dichiarato "cieco parziale" dal 2009.


COINVOLTO CORRIERE ESPRESSO. E' la "All Ways System" di Trofarello (Torino) la società per azioni coinvolta nell'inchiesta della Guardia di Finanza del capoluogo piemontese su una frode fiscale da 22 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno eseguito all'alba 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere e una agli arresti domiciliari nei riguardi di responsabili, dirigenti e amministratori della società che - da quanto si è saputo - ha un giro d'affari intorno ai 100 milioni di euro. Le ipotesi di reato formulate dalla Procura della Repubblica di Torino, che coordina l'inchiesta, sono di frode fiscale e indebite compensazioni. Tutti gli arresti sono stati fatti in comuni del torinese; in dieci regioni sono state fatte 21 perquisizioni. All'operazione hanno partecipato oltre 100 militari della Guardia di Finanza.

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