La grande sciarra

Voi magari non ci crederete ma oramai tutte le storie del tempo sono storie di grandi sciarre. Cominciamo dalle sciarre dentro la Natura che sono quelle che ci devono interessare di più. Per ora ce n’è una bella potente tra le pettubbazioni Tlantiche Mina e Nadine e l’anti ciclone chiamato Caronte. Questo scontro tra aria fresca e aria bollente ha diviso in due l’Europa: menzo lato, zona degli ‘ngrisi, col cielo cummigghiato, nuvoloni neri e acqua, acqua, acqua. Dalla latata di levante invece cavuru, cavuru, cavuru per l’anticiclone africano. Ora succede che Nadine e Mina sono due sorelle che abballano una contradanza e ci mandano qua qualche refolo di aria fresca che, almeno al Nord ha fatto calare la temperatura. L’anti ciclone è invece restato al Sud anche se morde un poco di meno. Ma, come avete visto dalla nuvolaglia che si affacciò nelle ultime 48 ore, è aumentato l’umito ma almeno non «quagghia» il sole e non siamo arrivati a superare livelli di record. Ma l’Africano si rifarà  nel fine settimana e le previsioni degli scinziati dicono che avremo botte di caldo fino a dopo la metà del mese quando la situazione dovrebbe diventare più normale. Quindi domani così così e pure venerdi e, quasi, sabato. Ma domenica, e soprattutto lunedì, farete bene a stare attenti.

E andiamo a un’altra sciarra, quella tra gli scinziati. Ricordo che quando arrivò il primo anticiclone africano nel meteobilli lo chiamai Scipione perché così era chiamato il grande generale romano. Ma io babbiava, potevo pensare mai che poi lo avrebbero chiamato tutti così (e non certo perché si avevano letto il meteobilli: coincidenza fu)? Ma siccome l’invidia è terribile, quando Scipione si assistemò qui senza muoversi, a uno di questi che hanno i siti del malotempo non ci piacque più e disse: ma quale Scipione, ora si chiama Caronte. Apriti cielo: la concorrenza risponde ora con Minosse e la sciarra continua. Ma chi era Minosse? Era un re di Creta menzo dio che chiese a Poseidone di mandargli un toro per fare un sacrificio. Il dio del mare ce lo mandò ma Minosse non lo volle uccidere perché era troppo bellissimo. Ci parve bellissimo pure alla moglie di Minosse che ci andò a fare visita e il toro fece il suo dovere regalando, diciamo così, le corna a Minosse. Alla fine nasciu uno menzo uomo e menzo toro che vattiarono come Minotauro e lo ammucciarono nel labirinto dove poi Teseo, grazie a Arianna ca aveva un filo rascagnoso che non finiva mai, lo fottè della bella. Minosse aveva una carrettata di figli con la moglie (la zita del toro) e con una poco di ninfe che erano un poco come la Pollanca o Ruby o la Minnetti dei tempi antichi. Nella Divina Commedia Minosse era quello dove si rappresentavano i dannati e lui ci diceva dove dovevano andare a soffrire. Così si ammugghiava la coda attorno alle gambe tante volte quanti erano i gironi fino a quello di destinazione. Si va be’: ma che ci trase questo con l’anticiclone? Almeno Scipione era l’Africano e Caronte traghettava all’inferno. Ma  Minosse? In fondo era solo una specie di ufficiale giudiziario. Sapidddu. Tante belle cose. Infernali.

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