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Charlize Theron: mi piacciono le donne toste

ROMA. Adesso ha una vita hollywoodiana, ma non è stato tutto rose e fiori: un padre con problemi di alcol, una madre che a un certo punto si ribella. Sarà per questo che sceglie sempre ruoli da tosta antipatica - sarà la matrigna cattiva di Biancaneve e il Cacciatore (nei cinema il 4 luglio) e la glaciale Meredith Vickers di Prometheus (in uscita a ottobre) - che sottolineano una predilezione per le scelte difficili e per le strade complicate. Al mensile Myself, che le dedica la copertina del numero in edicola dal 3 luglio, Charlize si racconta e rivela la sua posizione nei confronti dell’altro sesso. «Al cinema è facile fare generalizzazioni ed etichettare: lei è cattiva, lei è buona. Ma nella vita mica funziona così, è tutto più intricato. Chiunque ha aspetti positivi e caratteristiche negative. Là fuori nel mondo non vedo tutte queste Madre Teresa» dice Charlize a Myself «Ci sono persone che fanno cose orribili, persone che non sono state amate abbastanza, persone insicure. Abbiamo tutti qualche ferita, tutti». Sono queste le persone di cui si circonda? «A me piacciono le persone che non ti danno tutto subito, ma che quando poi lo fanno, beh, allora quello che ti danno ha un valore speciale». Prometheus è parente stretto di Alien, il film che ha rivoluzionato il genere fantascientifico e che ha creato una nuova figura di donna, una vera e propria eroina moderna. Si sente un po’ figlia di quel personaggio? «Certo, come molte donne toste, no? La prima volta che vidi Alien avevo 16 anni, in Germania. All’epoca ero un po’ ribelle e ricordo ancora l’effetto che ebbe su di me il personaggio di Sigourney Weaver: non avevo mai visto una donna così forte sullo schermo. La cosa che amo del film è che anche l’alieno è femmina! Trovo meraviglioso che siano due donne a combattersi e che una sia la stronza, anche se di una specie diversa». Però i film con protagoniste donne forti e combattive sono ancora la minoranza. C’è maschilismo a Hollywood? «Ma perché il pubblico non li va a vedere! Hollywood segue le leggi del mercato: se c’è richiesta produce prodotti che la soddisfano. Se no, no». Si ritiene una femminista? «Non mi piace la parola femminismo. Ho l’impressione che si porti dietro un’eredità sbagliata e fuori dal tempo. Dici femminista e pensi subito a donne che bruciano i reggiseni o non si depilano le gambe. Be’, non è esattamente così. Noi ci siamo evolute e il linguaggio invece è rimasto uguale». E poi le femministe odiano gli uomini… «Niente di più distante da me. Amo gli uomini e sono convinta che per capire e analizzare la nostra vera natura noi donne abbiamo bisogno di loro. Maschi e femmine funzionano come lo yin e lo yang: ci valorizziamo e ci esaltiamo a vicenda».

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