Sicilia, Cultura

Bramante e l'osservazione della natura

Zibaldone è la prima retrospettiva dedicata all’artista siciliano Davide Bramante alle FAM di Agrigento, in corso fino al 26 agosto 2012. Ecco come la realtà viene riletta attraverso la fotografia

PALERMO. Zibaldone è la prima retrospettiva a cura di Marco Meneguzzo dedicata all’artista siciliano Davide Bramante alle FAM di Agrigento, in corso fino al 26 agosto 2012. Sessanta grandi immagini che raccontano l’esperienza di un artista curioso e affascinato dal mondo, che raccontano l’esperienza di un viaggiatore.
Il punto di partenza dello stile di Bramante è principalmente l’osservazione della natura, dei paesaggi, delle città. Un gioco di mondi possibili, scenari reali e al contempo fantastici, che però tracciano una personalissima mappa dell’anima. Tracciano una geografia visionaria in cui ciascuno può ritrovare uno scorcio, un ricordo, un momento vissuto.
Bramante rilegge la realtà attraverso la fotografia, lasciano che questa perda le sue caratteristiche documentarie a vantaggio di una narrazione poetica che traduce ciò che esiste in un immaginario universo sovrapposto. Appaiono nelle opere metropoli affollate e sbiadite, oppure ruderi poetici immersi in una luce familiare ed equivoca. Contesti manipolati che trasmettono nuove versioni dello spazio, rivisitandolo. Non esiste forse per Bramante una matrice, ogni immagine è un nuovo pensiero, è memoria di qualcosa che conosciamo e prospettiva di qualcosa che non esiste. Come se reale e surreale potessero coesistere in qualcosa di concreto. Sovrapposizioni come strati di un’archeologia dell’immagine in cui ogni scatto è un frammento di memoria.
Rigoroso l’utilizzo della macchina classica, della pellicola che imprime il caso senza possibilità di ritocco. Un ossimoro quasi. Perché da un lato Bramante insiste “sull’imperfezione” voluta nella ricerca di una realtà effimera, dall’altro però resta ancorato al rigore di una esecuzione che non ammette ripensamenti e marce indietro. Che immortala quell’istante lì e nessun altro.
Come scrive il curatore Marco Meneguzzo ”Un’immagine stratificata che fa eco alla memoria stratificata che Bramante ha portato a livelli estremi di raffinatezza, anche concettuale”.
Prossimi appuntamenti alle FAM di Agrigento a settembre con l’antologica di Paolo Schiavocampo e in autunno con quella di Antonio Sanfilippo.

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