Costa palermitana inquinata: altri sette indagati

Nell'inchiesta anche Alessandro Albanese, ex presidente dell'Asi di Carini e attuale presidente di Confindustria Palermo, Giuseppe Gullo, Giuseppe Marcianò, Vito Basile, Nino Ruffino, Angela Antinoro e Gaetano La Fata

PALERMO. Ci sono altri 7 indagati - ex sindaci, funzionari e amministratori dell'Asi di Carini - nell'inchiesta aperta dal pm Geri Ferrara sull'inquinamento di chilometri di costa palermitana.   Ai primi inquisiti - il sindaco di Carini Giuseppe Agrusa, il rappresentante legale dell'Asi Pietro Sciortino e un funzionario del Comune Giovanni Randazzo - si sono aggiunti Alessandro Albanese, ex presidente dell'Asi di Carini e attuale presidente di Confindustria Palermo, Giuseppe Gullo, Giuseppe Marcianò, Vito Basile, Nino Ruffino, Angela Antinoro e Gaetano La Fata.
Secondo gli investigatori, decine di scarichi non autorizzati e sprovvisti di depuratori - 11 dei sono stati sequestrati - di industrie, centri commerciali e abitazioni avrebbero riversato i rifiuti nelle acque costiere che da Carini arrivano nella zona del Villaggio dei Pescatori di Villagrazia.
I danni all'ambiente, accertati dall'Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente), sarebbero rilevanti: tanto da fare ipotizzare al magistrato i reati di danneggiamento aggravato, getto di cose pericolose e danneggiamento di bellezze naturali. L'inchiesta ha accertato un grave livello di inquinamento dei torrenti Milioti, Ciachea e Vernagallo.

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