Tlantico freddo, Sicilia bollita

PALERMO. Ma come vi pare che c’è un malotempo con le pampine agghiri nello Tlantico e questo ci deve atturrare i cabbasisi pure a noi? Ma così è, purtroppamente e ora vi spiego perché alla fine della settimana ci dobbiamo preparare a un cavuru di quelli speciali.
Succede che c’è questo malotempo proprio nello Tlantico lontano. Aria fredda, umito nuvole. Quando è così il malotempo si mente a firriare come una strummula e addiventa come lo scarico del lavandino. Quindi richiama aria dal Sud, per esempio, ed è quello che succederà. In sostanza il malotempo si chiama l’aria dal Marocco che, per ora, non è certo tanto fresca. Anzi è cavura assai. Ma secca, per fortuna. Quest’aria calda che sale prima cummogghia la Spagna, poi il Tirreno meridionale e quindi si rappresenta sopra la Sicilia. Questo dovrebbe succedere tra sabato e domenica. Ma sino ad allora le temperature non andranno oltre i 31 gradi e saranno rese meno insopportabili da i venti settentrionali più freschi. Quando invece arriverà questa botta di caloria succede che all’inizio è secca ma poi il pico di sole favorisce l’aumento della percentuale di umito e allora arriva l’afa. Anche perché gira il vento e si mente a Libeccio. Questo dovrebbe succedere verso metà della prossima settimana. Per ora, comunque «godiamici» questi altri due tre giorni di caldo «possibile». Anche in materia di arrifriscata vale il proverbio: u nienti è nienti, u picca è megghiu i nienti. Tante belle cose. Sventoliate.

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