Orlando: "Ecco come sarà la mia Palermo"

Intervista al sindaco, che parla del capoluogo a 360 gradi: "Nessuno tocchi porto e aeroporto. Voglio liberare la città da quei grumi di interesse che la paralizzano, dall'abusivismo e dall'illegalità diffusa, risolvendo prima di tutti i nodi della partecipate". E confessa: "Sarà bellissimo gridare di nuovo viva Palermo, viva Santa Rosalia"

PALERMO. Liberare Palermo dai «grumi di interesse che paralizzano la città», dall’abusivismo, non solo quello commerciale, dall’illegalità diffusa. E poi sbarramento su porto e aeroporto per evitare che questi luoghi strategici «finiscano in mani affariste e cattive». A un mese esatto dall’insediamento della giunta Leoluca Orlando prova a tracciare un bilancio.

Trenta giorni dopo, entriamo nel dettaglio.

«Io e la mia giunta stiamo lavorando H 25, ci siamo riuniti già un sacco di volte deliberando molti provvedimenti».

Entriamo nel dettaglio?

«Abbiamo riaperto il portone di Palazzo delle Aquile, abbiamo provveduto alla messa a decoro delle sedi istituzionali. A partire dai commessi, li abbiamo trovati un po’ sbracati. Sono stati tutti convocati: d’ora in poi tutti in divisa. Poi ho notato che qualcuno stava con la giacca sbottonata. Li ho riconvocati: la giacca deve stare abbottonata. Ma non per fare un piacere al sottoscritto ma per loro stessi».

Nodo Gesip?

«Aspettiamo da un giorno all’altro una risposta dal governo nazionale. Intanto abbiamo riavuto i 10 milioni che il Comune aveva anticipato. Poi abbiamo consegnato nelle mani dei ministri Passera e Cancellieri un piano a medio termine che dimostri la necessità di queste maestranze purché vengano utilizzate in modo produttivo».

Come?

«Utilizzandole in quelle attività che alcune partecipate hanno deciso di esternalizzare».

Una cosa che avete fatto con determinazione è quella di chiedere le dimissioni dei vertici delle partecipate...

«Non ci vedo nulla di strano. Quando cambia un sindaco tutti gli amministratori delle società controllate devono dimettersi. Ma tra qualche giorno saranno tutti decaduti con le nuove nomine».

L’ex sindaco Cammarata lo accusa di ricorrere a metodi da pulizia etnica...

«Di etnico non c’è nulla. A me piace la città pulita. Ma vorrei dire a Cammarata che la città che ho trovato era sporca».

Cioè?

«Palermo in questi ultimi 10 anni ha subito piccoli e grandi scippi per colpa dell’incompetenza, dell’appartenenza e di qualche ruberia che tra l’altro è oggetto di inchiesta giudiziarie».

E gli uomini alla guida delle aziende come saranno?

«Stiamo studiando tutti i curricula e avremo nei cda persone competenti e specializzate».

I boatos dicono che Giambrone sarà il nuovo sovrintendente del Massimo...

«Francesco Giambrone è l’assessore alla Cultura del Comune. Punto».

E su Gesap, la società che gestisce l’aeroporto? Avete addirittura sancito un’alleanza col presidente della Provincia Avanti per depotenziare il direttore generale e bloccare la ricapitalizzazione.

«Con Avanti abbiamo impedito che Gesap, una società fortemente strategica, potesse essere svenduta per consentire l’arricchimento di qualcuno».

Parole pesanti...

«Lo statuto consente a piccoli soci privati di mettere le mani sulle quote a prezzi vantaggiosissimi qualora Comune e Provincia non fanno in tempo a ricapitalizzare. E, come è noto, gli enti pubblici non hanno a disposizione grosse somme se non programmate nei bilanci».

Il sindaco Pisapia è già riuscito a Milano a privatizzare gli aeroporti incassando 350 milioni. A Palermo?

«Privatizzeremo, ma il Comune non venderà tutte le quote. Resteremo soci».

Ma anche lei è un sindaco del centrosinistra...

«Sbagliato. Il mio partito è Palermo, Pa-ler-mo. Attenti, sono e resto di Idv ma il mio partito di riferimento è Palermo».

Piano regolatore del porto. Il consiglio comunale ha fatto dietrofront. E il presidente dell’Autorità portuale Bevilacqua dice che i 400 milioni di investimenti sono a rischio.

«Primo: i soldi non sono mai a rischio quando c’è una volontà politica chiara e legittima. Secondo: è da alcuni anni che mi batto perché alcune aree della costa siano riconosciute come spazi comunali. Cammarata su quest’aspetto ha fatto finta di nulla quando l’allora ministro Lunardi - che conosce benissimo Bevilacqua - chiese indicazioni. E così l’autorità portuale si impossessò delle aree. Sant’Erasmo e Arenella sono aree del Comune. Ma anche Foro Italico, l’Acquasanta... Ma perché deve essere l’autorità portuale ad incassare i soldini per le barche ormeggiate? Io voglio che incassi il Comune. Dico di più. Porto e aeroporto sono assolutamente strategici. E il Comune non può stare a guardare. Dalle reazioni scomposte di alcuni personaggi trovo la conferma che stiamo colpendo grumi di interesse incompatibili con il futuro di Palermo».

Amia, il salvataggio prevede vendita di immobili e quotazione in borsa del 49 per cento di Amg Gas. Basterà?

«Non lo so. La proposta è del liquidatore. Ma credo che il concordato preventivo sia meglio di un fallimento. Andrà trovato un accordo con i creditori».

E sul fronte dell’illegalità diffusa come la mettiamo?

«Per primo colpiremo l’abusivismo del commercio. Obbligo di esporre le licenze per tutti, nuovi spazi per gli ambulanti. Non colpiremo i venditori ma vogliamo eliminare l’abusivismo. Non tollereremo bancarelle sotto i portici di via Ruggiero Settimo. È un fatto di decoro».

Illegalità è anche l’occupazione di case abusive...

«Abbiamo bloccato gli sfratti perché ogni sfrattato è un senzatetto in più. Domani incontriamo il presidente dell’Iacp per stilare un piano di emergenza e poi con l’Ance abbiamo siglato un protocollo per far ripartire la costruzione di case ma laddove ne esistono già altre, magari degradate. Stimiamo tremila senzatetto e 15 mila richieste di integrazione all’affitto».

Con il presidente della Regione Lombardo si è mai sentito?

«No, mai. Gli ho mandato una lettera appena insediato così come ho fatto con tutte le autorità. Con alcuni assessori abbiamo instaurato un buon dialogo».

Lo confessi: da quanto tempo attendeva di poter gridare viva Palermo e Santa Rosalia?

«Non me l’aspettavo che riaccadesse. Ma vi posso dire che è bellissimo che riaccada».

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