Mpa ad un bivio: vicino il cambio al vertice

Il presidente della Regione al congresso del partito annuncerà la corsa solitaria del Nuovo Polo e forse il suo passo indietro. Spazio a Giovanni Pistorio e Nicola D'Agostino. "Mi attende un futuro dietro le quinte"

PALERMO. Probabilmente non è stato il giorno più nero di una vicenda giudiziaria che va avanti da due anni. Ma è stato senza dubbio il giorno in cui per la prima volta il presidente ha mostrato nervosismo perdendo la pazienza davanti ai cronisti.



Per tutto il giorno è rimasto a Catania, incontrando pochi fedelissimi e mettendo a punto una strategia che cammina su un doppio binario: tenere la vicenda giudiziaria staccata dal percorso politico e preparare la fase due dell’Mpa. Racconta chi gli è stato più vicino che domani, in occasione del congresso del suo movimento a Palermo, si attende il bagno di folla: un sostegno pubblico da parte non solo di deputati e dirigenti ma anche di simpatizzanti. E non è un caso che sia stato già annunciato per oggi al Mondello palace il raduno delle donne dell’Mpa che resteranno in città fino a domani. Lui, Lombardo, al congresso annuncerà probabilmente la corsa solitaria del Nuovo polo (Mpa, Api, Fli e Mps) alle Regionali: mossa con cui prova a conquistare i consensi necessari per essere decisivo nella nuova legislatura. Ma non in prima persona: l’Mpa sarà affidato a Giovanni Pistorio e Nicola D’Agostino. Lui stesso traccia per sè una fase due della vita: «Io resterò dietro le quinte. La mia esperienza e il mio contributo non lo farò venire meno a chi me lo chiederà. Io credo che l'avvenire sia nell'agricoltura, nonostante la drammatica crisi, e io continuerò la tradizione della mia famiglia». Non esclude un ingresso in campo del figlio Toti: «I miei figli sono maturi, sceglieranno cosa fare. Ma il piccolo ha buona propensione per la politica».



Ieri non è giunto alcun commento da parte degli assessori della giunta. Neppure dai due magistrati Massimo Russo e Caterina Chinnici, che pure lui cita indirettamente: «Ho sentito al telefono alcuni di loro e non credono alle loro orecchie». Poi, all’Ansa di Catania, confesserà «di aver fatto degli errori, sbagliando a dare fiducia non a mafiosi ma ad opportunisti che non hanno nulla da invidiare al peggio dell’umanità».



I finiani credono alla sua svolta. «La sua vicenda giudiziaria è già staccata dalle scelte politiche - commentano Fabio Granata e Alessandro Aricò, ieri insieme a Priolo - e il nuovo Mpa sarà composto da gente come Chinnici e Russo». Fli ha già in campo la candidatura di Granata che per Briguglio «creerà il nuovo bipolarismo fra innovatori e ”retro”». Il Pdl non cerca l’affondo. Non ci sono attacchi dai berlusconiani: «Il nostro no a Lombardo è politico e poggia sui pessimi risultati alla Regione non sul processo» è la sintesi di Giuseppe Castiglione. Il Pdl si attende un fuggi fuggi dall’Mpa e punta al dopo Lombardo: «Quando si sarà dimesso, inizierà un nuovo mondo da affrontare senza pregiudizi» conclude Castiglione.
Tace il Pd, appena uscito dall’orbita lombardiana. Mentre va all’attacco la sinistra estrema. Per Antonio Marotta, leader di Rifondazione «Lombardo è incompatibile col ruolo di presidente. Si dimetta».

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