I dieci anni del Palermo di Zamparini Scegli la formazione dei sogni

Le preferenze fino al 20 luglio, giorno in cui nel 2002 Sensi cedette il club al nuovo patron. Basta cliccare in basso nella sezione commenti per indicare l’undici ideale dell’ultimo decennio

PALERMO. Faceva caldo, come adesso. Ma quell'estate di dieci anni fa per i tifosi del Palermo si annunciava più torrida del solito. Pendant con un passato di lacrime e sofferenza, di fallimenti e ripartenze faticose. Dopo aver rilevato un Palermo quasi fallito e regalato una promozione in serie B al cardiopalmo, Franco Sensi - allora proprietario della Roma - aveva deciso di farsi da parte. Petrolio e mattone non rendevano più come un tempo, le plusvalenze sull'asse Roma-Palermo avevano regalato bilanci in saldo attivo alla società giallorossa, dunque il club rosanero era un peso di cui disfarsi. Il Palermo aveva chiuso dignitosamente il campionato di serie B, ma l'orizzonte restava cupo. Tante voci, troppi piazzisti, zero acquirenti e tifosi disperati. Poi, all'improvviso, lo squarcio di luce in cielo sempre più pieno di nubi. «Voglio comprare il Palermo», disse un giorno di giugno di dieci anni fa Maurizio Zamparini. Sì, proprio lui. Il re dei supermercati, l'imperatore degli esoneri. Se n'era andato da Venezia, Zamparini. Dopo diciassette anni. Dopo promozioni e retrocessioni, dopo acquisti folli (17 miliardi delle vecchie lire per il difensore Viali…) e suggestivi (Recoba). Non gli avevano fatto costruire il nuovo stadio. Aveva cercato di comprare il Genoa, Zamparini non ci riuscì e dirottò le sue attenzioni sul Palermo.
Quel giugno di dieci anni fu lungo e sfaticante per la gente di Palermo. Come la trattativa fra Sensi e Zamparini. Un tira e molla infinito, con rotture e riavvicinamenti. In mezzo una squadra disorientata, senza allenatore e con un ds - Giorgio Perinetti - vicino alla depressione. Il 20 luglio, con il Palermo in ritiro a Longarone agli ordini di Roberto Pruzzo, la fumata bianca. Zamparini scucì un assegno di quindici milioni e iniziò a regnare a Palermo. Un regno lungo, felice e controverso al tempo stesso, che ha cancellato quel passato di lacrime e sofferenza.
Dieci anni dopo al timone c'è ancora lui e dieci anni dopo è tornato anche Perinetti, che era stato messo alla finestra proprio da Zamparini. Insieme a loro, il 20 luglio i tifosi del Palermo potranno festeggiare il compleanno più bello. Perché l'ultimo decennio è stato il più rosa di sempre per il Palermo. La storica promozione in serie A, otto anni di fila nella massima serie, cinque partecipazioni alla Coppa Uefa, quattro campioni del mondo, una finale di Coppa Italia, giocatori invidiati dai top club italiani ed europei. Certo, resta il rimpianto per la Champions ma in fondo è l'unico neo di un periodo che rimarrà indelebile nella storia del Palermo. In mezzo anche le solite tempeste (esoneri e addii), immancabili quando il presidente è un passionale come Zamparini.
La torta è pronta, le candeline pure. A Malles, quando il nuovo Palermo sarà già in ritiro da un paio di giorni, a spegnerle sarà proprio il presidente Zamparini. E quel giorno nella sua testa e in quelle dei tifosi riaffioreranno le immagini più belle dell'ultimo decennio. Ed è per questo che il Giornale di Sicilia e il suo sito, www.gds.it, vogliono celebrare i dieci anni di Zamparini a Palermo con un'iniziativa un po' particolare alla quale sono invitati a partecipare tutti i tifosi. Quale? Scegliere la squadra del decennio, con annesso allenatore. Quanti hanno pensato ad un Palermo con Pastore, Amauri, Cavani e Miccoli tutt'insieme, ad esempio? Tanti e tanti altri in questi dieci anni avranno costruito una formazione ideale e magari l'hanno anche immaginata in lotta per lo scudetto. Da oggi e fino al 18 luglio c'è la possibilità di scegliere la formazione dei sogni, per indicarla basterà andare su www.gds.it oppure mandare una mail a sport@gds.it. Il 20, quando Zamparini segnerà le dieci candeline, si capirà se i tifosi preferiscono Toni o Amauri, Zaccardo o Cassani, Grosso o Balzaretti, Tedesco o Simplicio e così via. e così via A voi la scelta.

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