Livia, il ricordo tra musica e show nel segno della solidarietà

A un anno dalla scomparsa, nella settimana in cui la giovane avrebbe compiuto vent'anni, il padre, Angelo Morello, caposervizio di Tgs, con la moglie Roberta e il figlio Guido, hanno messo in piedi uno spettacolo, grazie alla partecipazione di artisti, cantanti e sportivi, tutti amici di famiglia

PALERMO. Un salotto, un divano, una scrivania. Una scenografia che riporta fedelmente l’ambiente caldo e accogliente che possiamo trovare in qualsiasi casa, in qualsiasi famiglia. Come quella di Livia Morello. E non a caso c'era in questa «casa» anche un attaccapanni con una sciarpa azzurra e una borsa azzurra di Livia. A lei è stato dedicato lo spettacolo che si è svolto ieri sera al Teatro Savio, «Casa Livia». A un anno dalla sua scomparsa, nella settimana in cui Livia avrebbe compiuto vent'anni, suo padre, Angelo Morello, caposervizio di Tgs, con la moglie Roberta e il figlio Guido, hanno messo in piedi questo spettacolo, grazie alla partecipazione di artisti, cantanti e sportivi, tutti amici di famiglia. E tutti uniti per un unico scopo, la beneficenza.
Gli attori Massimo D'Anna e Filippo La Porta per un paio d’ore hanno fatto gli onori di casa Morello, ospitando gli amici di Angelo e della sua famiglia. Dal cantante palermitano, Salvo Randazzo, che ha partecipato alla trasmissione Italia's got talent, che ha cantato Caruso di Lucio Dalla e My way di Frank Sinatra, agli attori Aurora Falcone e Maurizio Bologna.
Una chiaccherata sull'amore dei nostri tempi tra il giornalista di Tgs, Alessandro Amato e l'attore Gianni Nanfa. E ancora Amato che si è intrattenuto anche con Totò Aronica, difensore palermitano che gioca nel Napoli.
E poi è stato anche il momento di Ficarra e Picone e della loro esibizione, in cui immaginavano di dare la notizia, frutto di una suggestione televisiva, di una Sicilia che spariva, perché stanca dei siciliani, per poi ricomparire perché, proprio come i siciliani, si fa prendere dalla nostalgia.
Il filo conduttore di queste incursioni, intervallate dai momenti musicali dell'Omnia Art Trio, per una sera «la radio» della casa di Livia, è stata la solidarietà. Il miglior modo per ricordare Livia. Per ricordare come viveva e cosa amava fare per chi era più sfortunato, come spiega suo padre, Angelo. L’amicizia e la solidarietà erano peculiarità di Livia e sono stati il comune denominatore della serata, facendo in modo che si sentisse la presenza della ragazza. «Lo slancio per la preparazione di questo spettacolo mi è arrivato da tutto ciò che non conoscevo di mia figlia e di cui purtroppo sono venuto a conoscenza soltanto dopo la sua scomparsa. Solo dopo la sua morte, infatti — continua Angelo Morello — mia moglie mi ha raccontato dell'indole di nostra figlia. Di un senso di attenzione e disponibilità verso le persone che conosceva e alle quali il destino non aveva regalato una vita semplice. Le lettere che mi sono arrivate dopo la morte di Livia, scritte da persone che la ricordavano per come le aveva aiutate, rappresentano uno dei ricordi più belli che custodisco».
In mezzo al pubblico del Teatro Savio anche tanti amici e compagni di scuola di Livia, in prima fila. E nel momento finale dello spettacolo proprio una di loro è stata protagonista. Valentina Di Franco, cara amica della giovanissima scomparsa l’anno scorso e promessa del canto lirico, infatti, si è esibita cantando la colonna sonora del film di Roberto Benigni, «La vita è bella».
E poi la beneficenza. Le realtà alle quali verrà devoluto l’incasso della serata di ieri sono il Centro Santa Chiara, che opera nel quartiere dell’Albergheria, e le associazioni Madre Serafina Farolfi del Capo, Apriti cuore, che segue ragazzi disabili o con difficili situazioni familiari alle spalle, e la Casa di tutte le Genti, che alla Noce accoglie mamme e bambini poveri. Proprio come avrebbe voluto Livia.

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