Processo sala bingo Las Vegas, chieste pene per 70 anni

PALERMO. Il pm della Dda Gaetano Paci ha chiesto la condanna complessivamente a oltre 74 anni di carcere per nove persone accusate a vario titolo di mafia, intestazione fittizia di beni e trasferimento fraudolento di denaro di provenienza illecita. La pena più alta (10 anni) è stata sollecitata per i boss Alessandro Mannino, Rosario Inzerillo, Vincenzo Marcianò e Filippo Piraino e per l'imprenditore Domenico Casarubea. Nove anni sono stati chiesti per il familiare Francesco Casarubea e 5 e 6 mesi per le figlie Olga,Cristina ed Emanuela Casarubea.  La vicenda ruota attorno alla sala Bingo Las Vegas, una delle più grandi d'Europa, con un fatturato annuo di 80 milioni di euro e una superficie di 3.500 metri quadri. Secondo gli inquirenti che la sala, formalmente intestata alla famiglia Casarubea, era in realtà dei mafiosi Alessandro Mannino, Vincenzo Marcianò e Rosario Inzerillo. La Las Vegas sarebbe stata in realtà una sorta di «lavatrice» che veniva usata per riciclare capitali sporchi di Cosa nostra siciliana e americana.

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