Zamparini scarica Viviano

PALERMO. Da titolare indiscusso a precario eccellente. In sei mesi i destini di Emiliano Viviano sono stati completamente sovvertiti. La sua posizione al Palermo è stata rovesciata, rivoltata come un calzino. Lo scorso gennaio i rosa avevano rilevato la metà del cartellino di Viviano dal Genoa, comproprietaria assieme all’Inter. Operazione neanche poi così low cost: 5 milioni più tutto Bovo ai grifoni e quattro anni di contratto al portiere. Obiettivo, fare di Viviano l’estremo difensore su cui costruire il futuro rosa. Un punto fermo in un ruolo che di continuità, al Palermo, non ne ha mai avuta di recente. A dirlo sono i numeri: Viviano è stato il tredicesimo portiere dal ritorno in serie A con più d’una presenza.
Nel semestre che ha chiuso la peggior stagione degli ultimi anni, il rendimento di Viviano è stato al di sotto delle aspettative della dirigenza rosanero. In 20 partite, Viviano ha raccolto il pallone in fondo al sacco 36 volte, con una media gol subiti che sfiora le due reti per gara. Sulle prestazioni dell’ex portiere di Brescia e Bologna ha pesato più del previsto il recupero dalla lesione al legamento crociato al ginocchio sinistro subita in allenamento con l’Inter la scorsa estate.
Il destino di Viviano, per il momento, rimane un rebus. Perché il Palermo ha già individuato il suo successore fra i pali. È stato il presidente Zamparini a battezzare Ujkani come nuovo numero uno del Palermo. L’albanese è in compartecipazione con il Novara e le due stagioni di rodaggio con i piemontesi hanno dato esito positivo. «Ujkani tornerà e sarà il portiere del Palermo – dice Zamparini -. Voglio un portiere che sia tutto del Palermo e che abbia buone qualità. Ujkani è un ottimo portiere, non meno bravo di Viviano. Quando a gennaio prendemmo Viviano avevo avvisato Moratti che sarebbe rimasto da noi solo sei mesi, al massimo un anno. Poi sarebbe stato tutto dell’Inter. Un portiere diviso a metà fra due squadre non può essere un portiere su cui puntare per il futuro del Palermo, non avremmo continuità». Prima di individuare una nuova squadra, un primo importante responso sul destino di Viviano verrà fuori dall’esito della comproprietà con l’Inter. Poi Torino o Fiorentina, le due formazioni più accreditate. Intanto, entro il 22 giugno il Palermo e i nerazzurri dovranno stabilire se rinnovare l’accordo di compartecipazione o se scioglierlo, lasciando l’intero cartellino ad una sola squadra. L’Inter ha un’opzione valida fino al 15 giugno per rilevare Viviano a 6 milioni ma non sembra intenzionata ad esercitarla. Piuttosto i nerazzurri vorrebbero cedere l’altra metà di Viviano al Palermo nell’ambito dell’affare Silvestre. Ma il Palermo preferirebbe mantenere separate le due trattative.
Il centrale argentino è il primo obiettivo per la difesa dell’Inter che però non è disposta pagare in contanti i 10 milioni chiesti dal Palermo. I nerazzurri hanno offerto soldi e Faraoni che non convince i rosa. A Perinetti piacerebbero i giovani Longo (vicino al Genoa, però) e Mbaye. Per sostituire Silvestre, si fanno i nomi di Rossettini del Siena e Rodriguez del Villareal. Da definire il futuro dei “veterani” Miccoli, Migliaccio e Balzaretti. Chi è vicino alla cessione è il centrocampista campano, seguito più dall’Atalanta che dal Napoli. Per il terzino c’è stato solo un sondaggio del Milan e qualche timido approccio della Lazio ma Balzaretti stesso dal ritiro della Nazionale ha aperto ad una possibile cessione. Capitan Miccoli, invece, è in attesa di una proposta di rinnovo. L’attaccante, che manifestato la volontà di rimanere smentendo offerte arabe, ha un contratto che scadrà fra un anno. Al momento la società sta valutando se offrirgli un prolungamento. Un nuovo incontro fra la dirigenza e l’attaccante ci sarà fra meno di una settimana. Decisivo, pare, sarà il parere del tecnico Sannino.

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