I Sud Sound System sbarcano a Messina

Al Centro Culturale Officine un revival delle loro canzoni più belle, quelle più amate, che hanno sancito la storia e il successo di una delle band pioniere della canzone dialettale. E il prossimo 19 giugno esce “The best of…”

MILANO. Un revival delle loro canzoni più belle, quelle più amate, che hanno sancito la storia e il successo di una delle band pioniere della canzone dialettale che “sconfina” e facendo acquistare al Salento uno spessore internazionale, caratterizzando l’intero movimento reggae dance hall italiano. Esce il prossimo 19 giugno “The best of Sud Sound System” (Universal Music), ultimo lavoro del gruppo omonimo per festeggiare il ventennale del loro inizio. Un disco che racchiude i brani più significativi degli ultimi dieci anni della loro carriera e a cui si aggiungono gli ultimi singoli di successo: “Orizzonti”, in collaborazione con il dj Riva Starr, e “Beddhra Carusa”, in collaborazione con Ludovico Einaudi. Anche due inediti: “Vola Via” e il “Mai come ora” featuring Rubens. I Sud Sound System si esibiranno stasera in concerto a Messina, al Centro Culturale Officine.

COME AVETE SCELTO I BRANI REVIVAL PER QUESTO DISCO?
“Attraverso la segnalazione del pubblico dei live. Abbiamo scelto quelle canzoni che raccontano la storia dei nostri giorni e della nostra musica, ma è soprattutto un’attenzione per la gente che ci segue. Ci sono degli inediti e un remake di “Le Radici Ca Tieni” rivisitato e reinterpretato insieme al gruppo giamaicano T.O.K., come altro passo di riconferma del dialetto come messaggio internazionale, di valore di condivisione e di rispetto fra differenti culture, rinforzando quel ponte tra Giamaica e Salento. Il dialetto riesce a fondersi in linguaggi internazionali”.

PIONIERI DELLA CANZONE IN DIALETTO?
“Quando abbiamo comunicato il dialetto era una lingua che stava per morire. Molti non hanno approvato la nostra musica e magari oggi le stesse persone hanno fatto pezzi analoghi. Il dialetto non è solo una lingua, ma anche un linguaggio del vernacolo, della famiglia, dei valori intorno a un clan per mantenere consolidato e corroborare le proprie relazioni. In un mondo in cui si va verso la globalizzazione e verso l’abbattimento delle culture, il dialetto è un valore indispensabile. Il dialetto salentino contiene ancora tante verità che fanno bene. Come le ricette, patrimonio culturale enogastronomico che ci raccontano la storia di un paese, anche le nostre canzoni escono dal contesto regionale”.

“LA MEMORIA È CULTURA”, CANTAVATE IN “LE RADICI CA TIENI”.
“La cultura e la memoria sono in corrispondenza biunivoca. Con la memoria possiamo raccontare la storia. Ad esempio, molti adolescenti non conoscono la strage di Capaci, che è cultura. Con la memoria possiamo raccontare la storia, ciò che è stato".

E LA COLLABORAZIONE CON LUDOVICO EINAUDI?
“È stata un’esperienza stupenda. Dove si incontra la diversità, c’è arricchimento. Quando c’è passione per la musica, non c’è distinzione di generi musicali. Il ritornello di “Beddhra Carusa” è nato naturalmente”.

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