Omicidio Portinaio, teste sarà risentito come indagato

Si riapre il dibattimento nel processo a Ivan Sestito, accusato d'aver ucciso nel 2000 in via Sciuti il libraio. La Corte d'assise d'appello, quando doveva parlare l'ultimo difensore, ha emesso un'ordinanza per risentire Aurelio Lo Faso, uno dei testimoni fondamentali del processo, per reato connesso

PALERMO. Si riapre il dibattimento nel processo a Ivan Sestito, accusato d'aver ucciso nel 2000 in via Sciuti il libraio Livio Portinaio. La Corte d'assise d'appello, quando doveva parlare l'ultimo difensore, ha emesso un'ordinanza per risentire Aurelio Lo Faso, uno dei testimoni fondamentali
del processo, ma non come teste ma come indagato di reato connesso. Lo Faso sarà quindi ascoltato con le dovute tutele (e potrebbe quindi avvalersi della facoltà di non rispondere) pur non essendo mai stato iscritto nel registro degli indagati. La Corte ha fatto riferimento a un recente pronunciamento della Cassazione nel processo Mills. «Anche se non c'è stata una formale iscrizione nel registro degli indagati - ha spiegato l'avvocato di parte civile, Giuseppe Lombardo - ci sarebbero, secondo la corte, gli elementi sostanziali per sentire Lo Faso come indagato di reato connesso per la tentata estorsione alla famiglia di Sestito».

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