Mafia, Spatuzza: "Chiedo perdono ai familiari delle vittime"

Il pentito ha ricordato il percorso di conversione religiosa che lo ha spinto a collaborare con la giustizia e ha spiegato di avere atteso anni prima di parlare con i magistrati perchè i suoi, che ora lo hanno ripudiato, non l'avevano mai sostenuto nella sua scelta

PALERMO. «Chiedo scusa a tutti i familiari delle vittime per quello che ho fatto e perchè ho atteso del tempo prima di pentirmi». È cominciato con una drammatica richiesta di perdono l'interrogatorio del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, sentito oggi nell'aula bunker del carcere di Rebibbia nel corso dell'incidente probatorio disposto dal gip di Caltanissetta nell'ambito della nuova indagine sulla strage di via D'Amelio. Spatuzza, che con le sue rivelazioni ha riscritto la fase esecutiva dell'eccidio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, sta rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Nico Gozzo e del pm della dda
Stefano Luciani. Il pentito ha ricordato il percorso di conversione religiosa che lo ha spinto a collaborare con la giustizia e ha spiegato di avere atteso anni prima di parlare con i magistrati perchè i familiari non l'avevano mai sostenuto nella sua scelta. Spatuzza, dopo l'avvio della collaborazione, è stato ripudiato dalla famiglia

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