Attentato di Brindisi, la condanna del Consiglio di Enna

ENNA. Il vile attentato di Brindisi in cui è morta una giovane studentessa di 16 anni ed altre sei sono rimaste gravemente ferite scuote profondamente le nostre coscienze ed impone una seria analisi da parte di tutti affinché il nostro Paese non conosca una nuova stagione del terrore.
Un atto di terrorismo in cui l’obbiettivo è rappresentato da innocenti studentesse che si recano a scuola non contiene nessun messaggio subliminale, non è un attacco ai poteri forti politici, economici o giudiziari del Paese, ha solo lo scopo di inaugurare una nuova stagione terroristica riproponendo lo scenario degli anni 70 con un attentato che ha troppe similitudini con Piazza Fontana a Milano, con Piazza della Loggia a Brescia e con la stazione di Bologna, molti anni dopo. In tutti questi casi le vittime furono cittadini innocenti, per lo più appartenenti a classi sociali medio - basse, colpiti nello svolgimento di normali attività della vita quotidiana, in posti del tutto casuali e con una violenza inaudita.
E’ particolarmente inquietante pensare che quando ancora oggi non siamo nelle condizioni di tracciare con chiarezza una analisi degli anni di piombo, tra depistaggi da parte di servizi segreti deviati, matrici neofasciste e brigatiste, perché la parola fine, in tanti casi, non è mai stata scritta, neanche da parte degli organi inquirenti con sentenze chiare e definitive, il nostro Paese si trova nuovamente ad affrontare l’emergenza terrorismo e, tra l’altro, in un momento di crisi economica e sociale grave come non mai. In momenti come questo non si può cadere nell’errore di dividersi, di arroccarsi su posizioni oltranziste e di parte, bisogna ritrovare la voglia del confronto e del dialogo senza altro scopo che non il bene comune, bisogna ritornare ai valori fondamentali della nostra cultura, alla solidarietà nei confronti dei più sfortunati, di coloro che hanno perso il lavoro o sono sottoccupati, necessita che la scuola, da sempre tempio di democrazia nel nostro paese, torni ad essere fucina di intelligenze, di dialogo e di valori; necessita che le Istituzioni tornino ad essere punto di riferimento per i cittadini e non nemici degli stessi; necessita che la politica torni ad affrontare e trovare soluzioni ai problemi quotidiani e non squallido teatrino mediatico. Tutto ciò serve a ridare fiducia agli italiani, a creare gli anticorpi democratici in grado di contrastare il terrorismo e le tentazioni autoritaristiche che in questi momenti, naturalmente, si manifestano.
La nostra comunità non è esente da tutto ciò, deve fare la propria parte fino in fondo, il Consiglio Comunale, quale più alta rappresentanza popolare della Città, deve tornare ad essere un luogo di incontro e non di scontro, le differenze ideologiche e di schieramento non possono in alcun modo alimentare odio e sospetti. Se sapremo fare tutto ciò, se dimostreremo di avere imparato le lezioni del passato, atti vili come quello di Brindisi non si potranno ripetere, i violenti ed i folli saranno isolati e la morte di Melissa e di tutti gli altri martiri del terrorismo di tutti i tempi non saranno morti invano ma il loro sacrificio sarà servito a lasciare alle nuove generazioni un mondo migliore.              

ENRICO VETRI, presidente del consiglio comunale di Enna
SALVATORE DI MATTIA, vice presidente del consiglio comunale di Enna

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