Palermo, da Brancaccio a Sferracavallo spazio a 29 nuove farmacie

Adesso la legge sulle liberalizzazioni ha consentito l’apertura di altri spazi, variando il parametro demografico utilizzato per determinarne il numero: non più una ogni quattromila abitanti, ma una ogni tremila. A fare la parte del leone, Villagrazia-Falsomiele e Cruillas-Cep, che ne conquistano quattro

PALERMO. Ventinove nuove farmacie spalmate soprattutto nei quartieri di periferia. L’ex commissario straordinario Luisa Latella, prima di lasciare l’incarico, ha assunto con una sua determinazione il piano realizzato dall’ufficio Statistica del Comune con il decisivo apporto della sua unità operativa addetta alla Toponomastica. Una piccola rivoluzione, considerato che l’ultima licenza risale al 1982, trent’anni fa, quando a Tommaso Natale aprì la farmacia numero 170.


Adesso la legge sulle liberalizzazioni ha consentito l’apertura di altri 29 spazi, variando il parametro demografico utilizzato per determinarne il numero: non più una ogni quattromila abitanti, ma una ogni tremila. Ecco così che l’ufficio Statistica si è messo in moto, privilegiando le zone ad alta densità di popolazione dove finora una farmacia è stata una chimera, ma anche quelle a elevata densità commerciale o di traffico. Oppure ancora tenendo conto delle principali direttrici di circolazione, a causa delle quali procurarsi un farmaco può essere comunque difficile. A fare la parte del leone, Villagrazia-Falsomiele e Cruillas-Cep, che ne conquistano quattro. E poi Settecannoli, dove ne vengono collocate tre.


Poi i quartieri Brancaccio-Ciaculli, Noce, Resuttana-San Lorenzo, Partanna Mondello, Pallavicino con due. Infine, Montegrappa, Oreto, Mezzomonreale, Altarello, Borgo Nuovo, Sferracavallo, che ne ottengono una. Un lavoro complesso, cui hanno lavorato in particolare due funzionari del Comune: Mimmo D’Anneo, che ha curato la parte relativa all’analisi demografica e alle necessità che scaturivano dalla popolazione esistente nei diversi quartieri. E Michelangelo Salamone, responsabile dell’Ufficio Toponomastica, che conosce il territorio palmo a palmo. Ne è venuto fuori un elenco di 29 luoghi: alcuni riferiti con precisione a una singola strade, altre a una micro-zona dove si indicano diverse vie vicine. Piano elaborato anche alla luce delle indicazioni fornite all’Asp e dall’Ordine dei farmacisti. Delle sette proposte dell’Asl quattro sono state approvate e tre respinte (in via Filippo Pecoraino, in viale della Regione siciliana sud-est, in via Torretta) per ragioni che vanno dalla carenza di collegamenti a criteri demografici. Un lavoro corredato da dati e fotografie che è il presupposto per l’allargamento dell’offerta sul territorio della città, a dispetto dei malumore all’interno della categoria dei farmacisti. Alla fine, a decidere chi andrà dietro i nuovi banconi, sarà come in passato un concorso bandito dalla Regione

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