Porto di Balestrate con cemento depotenziato: 7 arresti

Blitz dei carabinieri tra Palermo, Enna e Roma. L'indagine, avviata tre anni fa, è la prosecuzione dell'operazione "Benny", sfociata nell'arresto di 4 imprenditori risultati prestanome di Benedetto Valenza

PALERMO. Sette ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari sono state eseguite dai carabinieri tra Palermo, Enna e Roma nell'ambito delle indagini sulla costruzione del porto di Balestrate (Palermo) con cemento depotenziato.
I provvedimenti emessi dal Gip di Palermo, su richiesta della Dda, ipotizzano a vario titolo i reati di concorso nella commissione dei reati di frode in pubbliche forniture, truffa, falso materiale ed ideologico.    
L'indagine, avviata tre anni fa, è la prosecuzione dell'operazione "Benny", sfociata nell'arresto di 4 imprenditori del settore della produzione e trasporto di calcestruzzo risultati prestanome di Benedetto Valenza, anch'egli arrestato, e nel sequestro di cinque impianti di calcestruzzo e di una società di trasporto. L'inchiesta ha accertato l'impiego di calcestruzzo depotenziato e il coinvolgimento di personale tecnico impiegato nella realizzazione del porto.    


GLI ARRESTATI. I sette arrestati per la fornitura di calcestruzzo depotenziato per la costruzione del porto di Balestrate (Pa) nell'operazione Benny 2 dei carabinieri di Partinico e Monreale sono: Benedetto Valenza, 53 anni (già indagato per mafia e condannato a 4 anni per fittizia intestazione dopo essere stato arrestato nell'operazione Benny); Filippo Grancagnolo, 65 anni, capocantiere; Leonardo Tallo, 48 anni, ingegnere del Genio Civile per le opere marittime; Giuseppe Jaforte, 62 anni, e Giovanni Battista Rubino, 68 anni, membri della commissione di collaudo statico nominato dall'assessorato all'Ambiente; Antonino Turriciano, 54 anni, e Pietro Sacco, 63 anni, assistenti del direttore ai lavori.


IL LEGALE: "ESTRANEI AI FATTI" - E' un procedimento che va avanti da quattro anni e abbiamo sempre manifestato la massima disponibilità a interloquire con la magistratura. Per questo motivo, pur con il dovuto rispetto nei confronti degli inquirenti, non ci aspettavamo una misura come quella della custodia catelare". Così l'avvocato Giovanni Rizzuti commenta gli sviluppi dell'inchiesta sulla costruzione del porto di Balestrate che hanno portato all'arresto ai domiciliari per due suoi assistiti, Giuseppe Jaforte e Giovanni Battista Rubino, membri della commissione di collaudo statico nominata dall'assessorato all'ambiente.   In attesa degli interrogatori, previsti per domani, il legale si dice certo che i suoi assistiti "saranno in grado di dimostrare la loro assoluta estraneità ai fatti contestati".

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