ScienzaeFuturo, coinvolti più di 900 studenti e 34 scuole siciliane

PALERMO. Si chiude la terza edizione di “ScienzaeFuturo”, il progetto di divulgazione della cultura scientifica finanziato dall’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, coordinato dall’Istituto comprensivo “Michelangelo Buonarroti” di Palermo in collaborazione con il Cnr di Palermo e l’associazione Palermoscienza.
I risultati del progetto sono stati presentati nel corso della giornata di chiusura della manifestazione, che si è tenuta oggi all’Albergo delle Povere. Per cinque mesi, studenti, ricercatori ed esperti hanno lavorato assieme alla realizzazione di un percorso didattico e divulgativo mirato alla costruzione e alla condivisione del sapere scientifico. Laboratori, exhibits e seminari hanno animato un’avventura culturale collettiva, aperta alla trasversalità della conoscenza e attenta ai linguaggi della comunicazione. Questi i numeri, a testimonianza del successo: 34 scuole e 940 studenti coinvolti in tutta la Sicilia; 38 laboratori organizzati e 1.615 ore di didattica laboratoriale svolte; 57 esperti e 43 tutor “arruolati”.  
All’iniziativa hanno partecipato circa 900 persone, tra cui 800 studenti. L’incontro si è aperto con una tavola rotonda di presentazione del volume “ScienzaeFuturo” che raccoglie le testimonianze dei promotori e degli organizzatori del progetto e una descrizione di tutte le attività svolte. Alla tavola rotonda, coordinata da Maria Michela Settineri, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Michelangelo Buonarroti”, hanno partecipato i rappresentanti di tutte le istituzioni coinvolte. Sono intervenuti Mario Centorrino, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Ludovico Albert, direttore del dipartimento Istruzione e Formazione professionale, Anna Buttafuoco, dirigente del Servizio istruzione statale, Maria Luisa Altomonte, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Giovanni Viegi, direttore dell’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare (Ibim)/Cnr (area di Palermo), Giorgio Nasillo, associazione Palermoscienza, Giovanna Montana, Ibim/Cnr.
Il programma della giornata è stato ricco di eventi. Il pubblico ha sperimentato la scienza grazie a 60 exhibits animati dagli studenti con l’aiuto di esperti. Sono stati messi in mostra oltre 50 poster e una ventina di presentazioni su piattaforma informatica che illustrano i laboratori svolti da febbraio sino a oggi. Sono stati proiettati un video realizzato dall'associazione culturale “Terza Riva” e una galleria fotografica curata da Annalisa Conte di Palermoscienza, che ripercorrono la storia del progetto attraverso le voci dei protagonisti e gli appuntamenti più importanti. “E’ necessario superare il concetto dello studio delle scienze come fine e utilizzarlo come mezzo: mezzo per conoscere la realtà, per alimentare creatività e curiosità, per ipotizzare un futuro migliore, per realizzarsi anche nella vita lavorativa – ha spiegato Maria Michela Settineri, coordinatrice del progetto e dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Michelangelo Buonarroti” –. Su questi cardini si è mosso per il terzo anno consecutivo il nostro progetto di diffusione della cultura scientifica. Abbiamo voluto chiamarlo ScienzaeFuturo per sottolineare la volontà di proiettarci verso il futuro dei nostri allievi, che saranno professionisti validi e competenti”. Ricordiamo che al progetto hanno partecipato studenti di scuole elementari, medie e superiori provenienti da tutte le provincie siciliane, dimostrando come sia possibile superare le barriere geografiche (che spesso si trasformano in barriere sociali e culturali) in nome dell’universalità della conoscenza, che è e deve rimanere una conquista di tutti.
A sottolineare quanto sia importante riappropriarci della cultura scientifica, spesso relegata a margine della vita culturale del nostro paese, è Marcellina Profumo di Palermoscienza, una delle ideatrici del progetto: “Da anni la nostra associazione lavora per combattere l’immagine stereotipata della scienza e degli scienziati: figure distanti, eccelse ma da guardare con sospetto. Questa visione non facilita l’avvicinamento dei giovani, che spesso ritengono l’attività scientifica estranea da ciò che riguarda il futuro e adatta a persone speciali e lontane dall’uomo comune”. “D’altra parte non possiamo biasimarli – continua – perché se guardiamo la percentuale del PIL investita in ricerca negli ultimi anni, notiamo subito che l’Italia raggiunge circa l’1%, mentre il resto d’Europa si attesta intorno al 2%”.
“ScienzaeFuturo” vuole contribuire a rivitalizzare la cultura scientifica italiana che ha bisogno di stimoli e supporto anche al di fuori della scuola. “Abbiamo cercato di realizzare un percorso didattico mirato al fare e al fare insieme, in una sintesi armonica di conoscenza ed esperienza – conclude Anna Buttafuoco, dirigente del dipartimento Istruzione e Formazione professionale, sottolineando lo spirito che ha animato il progetto –. Agli studenti è stato proposto un apprendimento basato sulla curiosità e sul piacere di conoscere, che ha prodotto come risultato una diversa considerazione di ambiti del sapere a volte ritenuti difficili e al di fuori della propria esperienza di vita”. Una scommessa che ha premiato gli organizzatori: gli studenti hanno risposto con entusiasmo impegnandosi nella realizzazione degli exhibits, divertendosi a illustrarli al pubblico e partecipando con spirito critico ai laboratori, che hanno spaziato dalle biotecnologie allo studio dell’Universo, passando per le energie rinnovabili, i segreti della geometria o la matematica delle ricette. La forza del progetto è stata proprio nella sua capacità di stravolgere i diktat tradizionali della formazione scolastica. Nessun professore in cattedra ma una collaborazione paritaria che ha permesso di far emergere capacità e attitudini spesso sopite dietro i banchi di scuola.

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