Squinzi a Catania: il Paese deve tornare a crescere

Il presidente di Confindustria: “Serve una politica industriale corretta e costruttiva, che faccia la differenza rispetto alla situazione in cui ci siamo trovati in questi ultimi anni"

ACI CASTELLO. "In questo momento non c'é solo una questione meridionale ma c'é anche una questione settentrionale e una questione di tutto il Paese, che ha bisogno di ritrovare la crescita e ha bisogno, attraverso una politica industriale corretta e costruttiva, di fare la differenza rispetto alla situazione in cui ci siamo trovati in questi ultimi anni". Lo ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi incontrando i giornalisti a margine della 86/ma Assemblea Generale ordinaria dei soci di Confindustria Catania in corso ad Acicastello, in provincia di Catania.
"Personalmente sono incline, naturalmente con il dispiacere e la tristezza per le vittime che ci sono state, ad escludere in gran parte la malafede soprattutto da parte imprenditoriale". Lo ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi parlando con i giornalisti in merito ai danni delle scosse di terremoto in Emilia a margine della 86/ma Assemblea Generale ordinaria dei soci di Confindustria Catania in corso ad Aci Castello. "Questa polemica che sta montando - ha aggiunto Squinzi - mi sembra molto artificiosa perché i capannoni, li avete visti anche dalle fotografie sui giornali, erano in assoluta normalità e la zona non era classificata come particolarmente sismica. Non dimenticate che sono morti anche degli imprenditori direttamente nel crollo". "E' una zona - ha aggiunto Squinzi - che non veniva giudicata ad alto rischio sismico e peraltro ho un amico imprenditore che è stato molto colpito da questo terremoto perché ha avuto due dipendenti che sono morti sotto il crollo della prima scossa, che mi diceva che è dal 1570 che non c'erano più eventi sismici in quest'area, quindi io sarei portato ad attribuirlo alla tragica fatalità". "Purtroppo il nostro è un Paese ad alto rischio idrogeologico come purtroppo abbiamo imparato in questi anni. Questi fatti si succedono, - ha concluso - dobbiamo sicuramente pensare, trarre una lezione importante, che è quella di realizzre un piano di interventi diffusi, organici, per ridurre al minimo queste criticità. Certo, purtroppo sappiamo tutti che quando la natura si scatena ci sono poche possibilità di contrastarla".

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