Palermo, recupero della Favorita: fondi fermi per la crisi Gesip

I soldi ci sono, quasi 17 milioni di euro dal comitato interministeriale per la programmazione economica che dovrebbe versarli nelle casse del Comune, ma sono bloccati per la società municipalizzata è in liquidazione

PALERMO. I soldi per il recupero del Parco della Favorita ci sono. Quasi 17 milioni di euro dal comitato interministeriale per la programmazione economica che dovrebbe versarli nelle casse del Comune. Che poi, a sua volta, dovrebbe, attraverso Gesip, far iniziare i lavori di riqualificazione del polmone verde cittadino.


Il problema è che questi soldi non arriveranno mai fino a che non si risolverà la «grana» Gesip. Perché, secondo alcune normative ben precise, questi fondi non possono essere destinati a società in liquidazione. E la Gesip, che dovrà occuparsi dei lavori di recupero e riqualificazione del Parco, attualmente è una società in liquidazione. Una «spina» per il neo-sindaco Leoluca Orlando e l'assessore alla Vivibiltà Giuseppe Barbera. Che hanno scelto proprio il Parco della Favorita per la prima uscita pubblica. Liberando una poiana.


Un volo simbolico che lo stesso Orlando ha paragonato alla voglia di rimanere nella propria terra dei palermitani, visto che «le poiane, a differenza delle aquile, sono animali stanziali», ha detto il numero uno di palazzo delle Aquile. Il recupero del Parco è in cima alla lista delle priorità dell'assessore Barbera. Che ha fatto sapere di voler trasformare la Riserva in un vero e proprio Parco. «Di quelli che ammiriamo nelle capitali europee», spiega Barbera. Un Parco a misura di uomo e di città. E per fare innamorare di nuovo del Parco i palermitani, l'assessore ha pensato ad una serie di iniziative che coinvolgeranno, a partire dal prossimo anno scolastico, le scuole di Palermo e Provincia. «Saranno risistemati i sentieri e cominceremo le visite del Parco. Un territorio che ha una biodiversità unica al mondo». Talmente varia ed «importante» che fu oggetto di studio da colui che è definito il padre della biologia, George Evelyn Hutchinson che ne parlò nel suo studio «Homage to Santa Rosalia». «Non tutti sanno che Monte Pellegrino - spiega l'assessore Barbera - è eccellenza mondiale di biodiversità. Tanto che Santa Rosalia era stata proposta come protettrice della biodiversità». I «nodi» da affrontare per il recupero del Parco sono tantissimi e lo stesso Barbera ne è consapevole: «Ragioneremo passo dopo passo - dice - per il Parco vedo tante possibilità. Tante occasioni per organizzare eventi che restituiranno la Favorita ai cittadini». Si parla anche della chiusura: «Ovvio - spiega Barbera -. La chiusura è prevista. Dobbiamo solo studiare un modo per farlo nella maniera meno traumatica ed indolore per i cittadini». Si studieranno, insomma, non solo i percorsi alternativi, ma la possibilità di chiudere una sola carreggiata di viale Diana o meno, oppure di chiudere solo nei week-end o soltanto nelle ore notturne. O, ancora, di realizzare una nuova strada che costeggi l'area verde per raggiungere Mondello. Poi bisognerà affrontare la questione sicurezza. La passata giunta comunale aveva raggiunto un accordo con le varie forze dell'ordine. Che si erano impegnate a pattugliare la Riserva con gli agenti a cavallo. Poi c'è la questione della pulizia dell'intera Riserva. Attualmente la sta effettuando la Gesip «con grande professionalità e con ottimi risultati», ha detto il direttore della Riserva Salvatore Palascino. Ma il contratto scadrà giovedì. Il 4 giugno ci sarà un incontro tra Rangers, Regione e Comune per capirne di più. L'ipotesi accreditata è quella di un rinnovo alla Gesip per un altro mese. Poi l'Amia dovrebbe assumere un «ruolo fondamentale». Stando almeno alle parole dell'assessore all'economia Gaetano Armao.

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