Napolitano a Corleone per i funerali di Stato di Placido Rizzotto

Il presidente della Repubblica nel comune del Palermitano per partecipare alle esequie del sindacalista della Cgil assassinato dalla mafia nel '48. A Portella della Ginestra ricorderà i lavoratori vittime della strage del 1 maggio 1947

CORLEONE. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha partecipato oggi a Corleone ai funerali di Stato a Placido Rizzotto, assassinato dalla mafia nel '48. "Non abbiamo mai pensato che la mafia fosse finita, ma pensiamo che finirà", 'ha detto parlando con i giornalisti a conclusione dei funerali. "C'é sempre bisogno della presenza dello Stato", ha aggiunto. "I sacrifici hanno dato i loro frutti, c'é molto di nuovo in Sicilia, c'é molto di nuovo nelle coscienze della gente siciliana e in particolare dei giovani siciliani. E' un elemento di forza per tutto il Paese".
A Corleone anche il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, il ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il prefetto di Palermo Umberto Postiglione, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Numerose le autorità e i rappresentanti politici tra cui Walter Veltroni, Rosy Bindi e una folta rappresentanza della Cgil: oltre a Susanna Camusso, anche l'ex segretario Guglielmo Epifani. Napolitano ha deposto una corona fiori davanti al busto bronzeo di Placido Rizzotto, nella piazza antistante la chiesa di San Martino. Subito dopo ha consegnato alla sorella del sindacalista, Giuseppa Rizzotto di 81 anni, la medaglia d'oro al merito civile alla memoria del sindacalista ucciso 64 anni fa dalla mafia e gettato in una fossa comune a Roccabusambra.



CAMUSSO. "I funerali di Stato di Placido Rizzotto rappresentano una nuova stagione. Oggi chiederemo che si faccia giustizia, anche se molti protagonisti sono morti vogliamo che si riaprano i processi per i tanti sindacalisti assassinati dalla mafia". Lo dice il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, arrivando a Corleone per i funerali di Stato di Placido Rizzotto, il sindacalista della Cgil ucciso nel '48 e il cui cadavere fu gettato nella fossa comune di Roccabusambra. “Il Paese sta vivendo una stagione strana, dentro la crisi si muovono forze oscure e la criminalità organizzata che tendono a mettere paura alla gente. Penso che ci sia un filo tra queste forze e gli assalti a Equitalia".


IL NIPOTE DI RIZZOTTO: "OGGI URLIAMO LA MAFIA NON PASSI" - «Il 24 maggio ha un significato nuovo, in quel giorno del '15 il Piave mormorò "non passa lo stranierò, e oggi noi urliamo 'non passi la mafià«. Lo ha detto nella sua orazione tra gli applausi dei presenti al funerale di Stato, Placido Rizzotto, nipote dell'omonimo sindacalista della Cgil assassinato 64 anni fa dalla mafia e celebrato nella chiesa di San Martino con esequie solenni. "Zio Placido, io non ti ho consciuto personalmente - ha aggiunto - ma attraverso chi ti ha vissuto come nonno Carmelo e nonna Rosa sempre vestita di nero. Ma sono orgoglioso di portare il tuo nome. Oggi chiediamo verità e giustizia per riscrivere la storia dei sindacalisti uccisi. Ciao Zio - ha concluso - tu hai vinto, oggi tocca a noi vincere".

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