Orlando: mi rammarico per quell'incomprensione con Falcone

PALERMO. "Oggi come ieri abbracciando Maria Falcone esprimo il mio rammarico umano per quell'incomprensione, ricordando il contesto di tensione in cui quel contrasto si e' verificato, ma ribadendo che il compito del politico è diverso da quello del magistrato".
Lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, intervistato nel corso dello Speciale 'Radio Anch'io', programma condotto da Ruggero Po e Giulia De Cataldo su Rai Radio 1,  per il ventennale della strage di Capaci, rispondendo a una domanda sulle polemiche con Giovanni Falcone e sulla richiesta di scuse avanzata dalla sorella del magistrato, Maria.
"Il magistrato - ha proseguito Orlando - deve andare avanti solo se ha le prove, ma il politico libero deve continuare a dire, oggi come allora, che occorre andare avanti nelle inchieste. La mafia troppe volte si nasconde dentro le istituzioni dello Stato. Ho detto una cosa esagerata ma vera, purtroppo mancano ancora le prove. Rispetto i magistrati che cercano le prove  - ha concluso - anche quando non le trovano, io chiedo di essere rispettato quando parlo del rapporto perverso tra mafia e politica".

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