Palermo, nel ballottaggio è sfida nel centrosinistra

Nel capoluogo confrontro fra Leoluca Orlando, 64 anni (sostenuto da Idv, Fds-Verdi) e Fabrizio Ferrandelli, 31 anni (vincitore delle primarie, appoggiato da Pd, Sel e socialisti). In Sicilia altri 15 comuni sono chiamati alle urne

PALERMO. Oltre un milione 120 mila siciliani sono chiamati alle urne nelle 1.219 sezioni di 18 comuni siciliani per i ballottaggi che eleggeranno i sindaci a Palermo, Agrigento, Trapani e in altre 15 città con popolazione superiore a 15 mila abitanti. Dopo la prima giornata domenicale seggi aperti anche di lunedì dalle 7 alle 15. Poi partirà lo spoglio.

Occhi puntati sulla sfida nel capoluogo siciliano, che aveva sempre eletto i sindaci al primo turno. A Palermo il ballottaggio è tutto interno al centrosinistra e vede protagonisti Leoluca Orlando, 64 anni, (sostenuto da Idv, Fds-Verdi) e Fabrizio Ferrandelli, 31 anni, (vincitore delle primarie, appoggiato da Pd, Sel e socialisti), con il primo che gode dei favori del pronostico, grazie al 47,4% (105.286 voti) ottenuto lo scorso 7 maggio, contro il 17,3% dell'avversario.


La sfida dei due è partita all'indomani delle primarie, quando Orlando decise di scendere in campo non riconoscendo l'esito delle consultazioni che avevano decretato la sconfitta
di Rita Borsellino. Ma dopo due mesi di tensioni, durante i quali Ferrandelli ha anche querelato Orlando per diffamazione per poi ritirare l'esposto, negli ultimi giorni della campagna elettorale i toni si sono improvvisamente placati e una stretta di mano tra i due ha suggellato la pace; pace che non investe ipartiti del centrosinistra, che hanno visto franare la propria rappresentanza in consiglio comunale a vantaggio di una sola sigla, Idv. Se Orlando fosse eletto, infatti, il partito di Di Pietro, grazie alla nuova legge elettorale, otterrebbe 30 consiglieri su 50, contro i 3 del Pd e i 2 della lista Ferrandelli. Sel e Fds-Verdi sono già fuori per non aver superato lo sbarramento del 5%.


Intanto, altri due capoluoghi di provincia andranno alle urne. A Trapani si affronteranno Giuseppe Maurici, appoggiato da 7 liste (Grande Sud, Fli, Mpa, Mps, Udc e 2 civiche), che parte dal 37,93% e Vito Damiano (Pdl e 1 civica) con il 27,42%. Ad Agrigento si confronteranno l'uscente Marco Zambuto (Udc più una lista civica) che al primo turno ha ottenuto il 39,71%, e Salvatore Pennica (22,1%), sostenuto da Pdl, Grande Sud, Cantiere popolare, lista civica e in questa tornata anche da Fli e Mpa.


Gli altri 15 comuni chiamati alle urne sono Niscemi e San Cataldo nel Nisseno; Aci Catena, Caltagirone, Palagonia, Paternò, Tremestieri Etneo nel Catanese; Barcellona Pozzo di Gotto (ME); Pozzallo e Scicli nel Ragusano; Avola e Floridia nel Siracusano; Alcamo, Castelvetrano e Marsala nel Trapanese.

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