Micciché: i miei superiori hanno creduto a calunnie

PALERMO. "E' chiaro che i miei superiori non hanno saputo o voluto capire cosa stava succedendo in questa diocesi, lasciando il clero e soprattutto il popolo di Dio in balia di calunnie meschine di cui l'opinione pubblica è stata abbondantemente nutrita".
Lo afferma monsignor Francesco Micciché che stamane Benedetto XVI ha sollevato dalla guida della diocesi di Trapani e ha nominato come amministratore apostolico monsignor Alessandro Plotti, ex vescovo di Pisa.
La diocesi di Trapani era stata al centro di una visita apostolica dal giugno 2011, compiuta dal vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, in seguito a un'inchiesta della Procura di Trapani su ammanchi relativi e due Fondazioni gestite dalla Curia, e a dissidi tra Micciché e alcuni prelati.
"E' un provvedimento estremo che non condivido - prosegue - e non comprendo ma al quale, per la mia fedeltà al Papa e alla Chiesa, mi rimetto e che vi chiedo di accettare in spirito di obbedienza". "Non hanno avuto esito fruttuoso le mie reiterate richieste di conoscere la relazione fatta dal visitatore apostolico, mio fratello vescovo Mogavero - dice -. Pertanto, per quanto possa apparire incredibile, non mi è dato sapere i motivi che avrebbero reso necessario un atto così platealmente punitivo: motivi che secondo la legge canonica devono essere gravissimi ma che certamente sono falsi".
"Ma è chiaro che il complotto che si è mosso contro di me - lamenta - non aveva solo riferimenti locali nel prete sospeso a divinis ma ha trovato sponde, purtroppo, anche in più alti livelli della Chiesa dove il verdetto contro di me era stato scritto prima di qualsiasi effettiva verifica". "Pago per aver denunciato la cultura mafiosa presente anche al nostro interno invitando ad un serio esame di coscienza durante il Giubileo? - sostiene - . Pago per aver denunciato la cappa della massoneria? Pago per non aver fatto accordi con nessun politico per avere contributi ed elargizioni?".

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