Sicilia, Politica

La Regione fra elezioni e rimpasto

L'Economia dovrebbe andare a Riccardo Savona mentre per il posto già libero alla Famiglia crescono le quotazioni di Carmelo Lo Monte (Mpa). Lombardo manda già qualche messaggio al Pd: "Vogliono le mie dimissioni subito? Allora sono pronti a votare a Ferragosto"

PALERMO. Già oggi la delega all’Ambiente, lasciata dal finiano Sebastiano Di Betta mercoledì sera, potrebbe essere assegnata ad interim all’assessore ai Rifiuti Giosuè Marino: «In attesa di una soluzione definitiva, mi sembra la soluzione più logica» ha detto il governatore. Che da martedì dovrà pensare anche alla sostituzione di Gaetano Armao: l’assessore all’Economia proprio quel giorno dovrebbe essere eletto presidente dell’Irfis dall’assemblea dei soci. Prima di prendere le chiavi della cassaforte della Regione, Armao dovrebbe lasciare la giunta. A quel punto si saranno liberati i posti in vista di un minirimpasto che il governatore completerà nella settimana che segue i ballottaggi.
L’Economia dovrebbe andare a Riccardo Savona mentre per il posto già libero alla Famiglia crescono le quotazioni di Carmelo Lo Monte (Mpa). In quota Fli sarà testa a testa fra Alessandro Aricò e Livio Marrocco con le quotazioni di quest’ultimo salite nelle ultime ore grazie al buon risultato alle Amministrative nel Trapanese. Ieri Lombardo ha però ricordato che c’è un impegno già preso nei confronti di Aricò, candidato sindaco di una coalizione che comprendeva l’Mpa: «Se non ho capito male, Fli stava già portando avanti una candidatura». Di Betta ieri ha ringraziato con una mail tutti i dipendenti dell’assessorato, incassando il plauso di Nino Lo Presti e del leader dell’Udc Gianpiero D’Alia: «Dimostra senso delle istituzioni».
Il nodo resta però la data delle dimissioni di Lombardo, con il Pd in pressing per accelerare. Anche le correnti filogovernative degli ex margheritini e di Lumia e Cracolici adesso vogliono il voto al più presto. Lombardo ha annunciato ieri che è pronto a sciogliere i dubbi: «Lunedì o martedì convocherò una conferenza stampa e dirò quando mi dimetto». Sullo scacchiere della politica il governatore muoverà la sua pedina all’indomani dei ballottaggi che vedono a Palermo il braccio di ferro fra l’ala filogovernativa che sostiene Ferrandelli e le anime della sinistra che spingono Orlando e dunque vogliono una virata del Pd a sinistra.
Lombardo manda già qualche messaggio al Pd: «Vogliono le mie dimissioni subito? Allora sono pronti a votare a Ferragosto». Dalla data delle dimissioni trascorreranno 90 giorni per il voto. Lombardo inizia a fissare qualche scadenza: «Io sono per votare a metà o fine ottobre, non prima. Le liste vanno presentate un mese prima, dunque saremmo almeno al 15 settembre». Le dimissioni, in questa logica, dovrebbero arrivare a metà o fine luglio. Ma i finiani pensano che si possa andare anche molto oltre, e sono i più favorevoli al rimpasto. Nel Pd cresce di peso l’ala ostile a Lombardo che fa capo a Crisafulli e Mattarella, che stanno preparando un documento in cui chiederanno a Bersani di far svolgere un congresso straordinario a giugno per decidere la linea e le alleanze o di commissariare il partito se il 27 maggio Lupo verrà sfiduciato. È un passaggio, cruciale per i patti elettorali, a cui guarda anche Lombardo: «Abbiamo creato il Nuovo polo e proponiamo al Pd un programma comune e di  partecipare  insieme alla scelta del candidato. Vediamo se coglieranno l’occasione».

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