Strage di via D’Amelio, archiviata indagine sul generale Subranni

Accolta dal gip di Caltanissetta la richiesta della procura. I pm lo avevano indagato per concorso in associazione mafiosa

PALERMO. Il gip di Caltanissetta Francesco Lauricella, accogliendo la richiesta della procura, ha archiviato l'indagine per concorso in associazione mafiosa a carico del generale dei carabinieri Antonio Subranni. I pm, che hanno riaperto le indagini sulle stragi mafiose del '92 , hanno chiesto l'archiviazione perché sono scaduti i termini massimi previsti dalla legge per le indagini preliminari. Subranni era stato coinvolto nell'inchiesta sulla strage di via D'Amelio.
Il generale Subranni, che è stato anche comandante dei carabinieri del Ros, è stato iscritto nel registro degli indagati nella nuova inchiesta aperta dai pm di Caltanissetta sulla strage di via D'Amelio dopo le rivelazioni di Agnese Piraino Leto, la vedova del giudice Paolo Borsellino. In due distinti interrogatori, la moglie del magistrato assassinato dalla mafia il 19 luglio del 1992, ha raccontato alla Procura di avere raccolto, qualche settimana prima della sua morte, le confidenze del marito. Borsellino, molto provato, avrebbe raccontato alla donna di avere saputo di una "trattativa" tra la mafia e pezzi dello Stato. Poi avrebbe aggiunto di avere "visto la mafia da vicino" e che il generale Subranni era "punciuto" (affiliato a Cosa nostra ndr).   
Parole pesantissime che portarono i pm ad iscrivere Subranni per concorso in associazione mafiosa. Ma a carico dell'ufficiale dell'Arma oltre alle dichiarazioni della vedova non sarebbe emerso altro. Motivo per il quale, essendo scaduti i termini delle indagini, i pm hanno chiesto l'archiviazione.    Subranni è stato sentito come teste anche al processo al generale dei carabinieri Mario Mori accusato di essere uno dei protagonisti della trattativa che, secondo i magistrati, lo Stato, anche attraverso il Ros, avrebbe intavolato con la mafia nella stagione delle stragi.

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