Banca Nuova, l’addio di Maiolini: “A caccia di nuove sfide”

Si è dimesso il direttore generale che ora sta valutando altre proposte. Esclusi dissidi con la proprietà: «Dopo 12 anni servivano nuove motivazioni”

PALERMO. Si è dimesso il direttore generale della più grande impresa siciliana nata negli ultimi dieci anni. Francesco Maiolini ha presentato le dimissioni dalla carica di direttore generale di Banca Nuova, l'istituto controllato dalla Popolare di Vicenza guidata da Gianni Zonin. La lettera di dimissioni porta la data di martedì. Fonti interne all'istituto, radicato con oltre cento sportelli nel Sud Italia, escludono dissidi con la proprietà e parlano, anzi, di «totale serenità e positività di rapporti con Zonin. Piuttosto questa scelta è motivata dall'esigenza di nuovi stimoli, dopo una splendida avventura durata dodici anni che ha fatto di Banca Nuova il primo istituto del Sud». L'inizio di una nuova sfida per la «matricola numero uno» di Banca Nuova, come ha sempre amato definirsi. Maiolini ha confidato a chi gli è stato vicino in questi 12 anni di volere comunque restare in Sicilia continuando ad occuparsi di banche e di credito. «Dopo 12 anni - ha detto ad alcuni amici - servivano nuove motivazioni. Non si può stare per così tanto tempo al timone della stessa impresa. Bisogna cambiare e raggiungere nuovi traguardi». Maiolini, prima di fondare Banca Nuova, è stato per dieci anni nel gruppo Mediocredito centrale e per tre direttore generale del Banco di Sicilia. In questi 12 anni Banca Nuova di traguardi ne ha raggiunti tanti. Da zero a 106 sportelli tra Palermo, Calabria e Lazio. Il primo sportello è stato aperto in via Empedocle Restivo. L'ultimo a Siderno in Calabria. La Banca può contare su una raccolta totale di circa 5 miliardi di euro. Ha impieghi per 3 miliardi e mezzo. Il prodotto bancario è di 8 miliardi e mezzo. La gestione Maiolini è stata un crescendo. Gli ultimi dieci bilanci si sono chiusi con un utile sempre positivo. Nel 2011 ha chiuso sui dieci mesi con 26 milioni di utile netto. Circa 30 milioni su base annua. Anche i dati in questo primo trimestre sono positivi. L'istituto di credito, l'unico che ha sede legale in Sicilia, ha mille dipendenti. Con queste cifre, ha sempre sottolineato il direttore nel corso dei vari incontri pubblici, Banca Nuova è la più grande azienda nata in Sicilia dal dopo guerra. Nel 2003 l'istituto bancario era stato premiato a Milano come migliore start up. «L'esperienza di Banca Nuova ha dimostrato - ha ribadito più volte Maiolini - che in Sicilia si può fare impresa. Non è vero che la regione non era in grado di avere una banca forte privata. È stato dimostrato che senza collegamenti con la politica e lavorando con le imprese si possono fare utili garantendo un sano sviluppo del territorio». Francesco Maiolini, 50 anni, sposato, ha due figli, attore di prima fila nel settore bancario siciliano e nello scacchiere dei gruppi economici che contano davvero, il 22 maggio presenterà questi dati nel consiglio di amministrazione. In quella sede le sue dimissioni saranno ufficializzate. Non si sa ancora quali le prossime sfide che attendono il supermanager. «Al momento solo un po' di riposo da trascorrere in famiglia - ha detto ad alcuni amici che appresa la notizia hanno cercato conferme -. Sto valutando alcune proposte, ma al momento dopo anni di intenso lavoro voglio andare in vacanza. Dopo quanto fatto in questi anni me lo merito».

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