Postare su Facebook appaga: raccontarsi è come fare sesso

Ricercatori dell’università di Harvard: viene stimolata la regione del cervello collegata al piacere

ROMA. Non c'è luogo migliore di un luogo virtuale per raccontare se stessi agli altri. Nei rapporti «in carne ed ossa» solo il 40% è incline a raccontare le proprie esperienze. Sui social network come Facebook, questa percentuale sale all'80%.
Ma c'è di più: il piacere che si prova in queste conversazioni è equiparabile a quello che si prova durante un rapporto sessuale. In altre parole, raccontare di sé su Facebook è come fare l'amore.
Questo è quanto emerge da uno studio condotto da due ricercatori della prestigiosa università americana di Harvard, Diana Tamir e Jason Mitchell, ricercatori presso l'istituto di neuroscienze.
Secondo i ricercatori svelare se stessi e le proprie esperienze su Facebook stimola la regione del cervello collegata al piacere, provocando un rilascio di dopamina, la sostanza chimica associata alla reazione che abbiamo quando compiamo un atto sessuale.
«Gli esseri umani sono naturalmente portati a voler condividere i propri pensieri, e avere la possibilità di farlo è vissuta come una sorta di premio soggettivo», hanno spiegato ancora Tamir e Mitchell, sottolineando che il desiderio di mettere in comune con gli altri le proprie esperienze rappresenta una potente forma di piacere, pari a quella che si prova soddisfacendo bisogni primari come nutrirsi e fare sesso.
Facebook e gli altri social network si confermano dunque strumenti in grado di costituire una potente attrattiva soprattutto per i giovani. Sempre più giovani. È il risultato di una ricerca condotta per conto della Società Italiana di Pediatria sulle abitudini e gli stili di vita degli adolescenti.
Secondo lo studio otto adolescenti su dieci hanno un profilo su Facebook e, considerando il fatto che ormai il 30% dei telefonini usati in Italia è in grado di collegarsi a Internet, si scopre che il 65% di questo 30% è in tasca a un adolescente. Così, se a collegarsi alla rete per più di 3 ore al giorno è il 17% (media nazionale), nelle grandi città la media sale al 25,4%. E se ad avere il profilo Facebook è l'80%, nelle grandi città si supera l'85%.
Nell'ambito della navigazione in rete, inoltre, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane. Così, ad esempio, il 5,3% degli adolescenti dichiara di aver ricevuto, e aderito, a proposte di sesso via Internet da parte di uno sconosciuto, ma la percentuale sale al 5,8% tra i giovanissimi che vivono in grandi città.
Allo stesso modo, il 7,5% dichiara di aver pubblicato in rete una propria foto provocante, ma il dato arriva al 18,5% tra gli adolescenti delle metropoli. Il sesso, tuttavia, non sembra essere una priorità.

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