Formazione, corsi fermi: mancano 30 milioni

La Regione non ha la disponibilità del 10 per cento a suo carico per il via libera al piano triennale. La causa: lo stop al mutuo milionario deciso dal commissario dello Stato

PALERMO. Mancano trenta milioni per cofinanziare la spesa dei fondi europei nel settore della formazione professionale. E i corsi del 2012 restano al palo mentre aumentano i lavoratori che finiscono in cassa integrazione pur senza ricevere l’assegno per un braccio di ferro fra Regione e Inps. È il giorno della protesta. Che mette sullo stesso piano sindacati, enti gestori dei corsi e big della maggioranza alla Regione come Lino Leanza (Mpa). Il caso nasce dal mancato via libera al mutuo da 560 milioni, previsto in Finanziaria per pagare i 27 mila forestali, i 500 precari dell’Esa e proprio una piccola quota dei corsi di formazione 2012. Un mutuo che per questo motivo è stato ritenuto dal Commissario dello Stato non destinato a investimenti e dunque improponibile.



Dopo oltre 30 anni in cui la Regione ha scucito di tasca propria i 300 milioni destinati ai corsi, a gennaio è stato pubblicato il bando che stanzia la stessa somma attingendo ai fondi europei. Le graduatorie del cosiddetto Avviso 20 sono pronte. Manca solo il via libera della Corte dei Conti. Ma il carteggio non è ancora arrivato sulla scrivania dei magistrati contabili perchè la Regione non può garantire la propria parte nell’investimento dei fondi europei: il 10% del totale per ognuno dei tre anni in cui è previsto il finanziamento.



L’ex assessore Leanza fa appello a Lombardo: «Intervenga sul piano amministrativo per evitare ulteriori ritardi che accrescono una situazione già di forte disagio. Ci sono lavoratori che da quasi un anno non percepiscono stipendio». Ieri il dirigente della Formazione, Ludovico Albert, ha incontrato Lombardo e i tecnici dell’assessorato all’Economia: «Ci sarebbe il modo di reperire risorse non spese negli anni scorsi per superare questa emergenza. Stiamo verificando se si può sbloccare la spesa». In ogni caso, solo dopo la Corte dei Conti potrà pronunziarsi. I corsi, dunque, non cominceranno prima di fine giugno.



«E nell’attesa - attacca la Uil con Giuseppe Raimondi - l’emergenza per gli 8 mila lavoratori non si arresta. Gli enti hanno messo 5 mila persone in cassa integrazione da gennaio a oggi. E altri avranno la stessa sorte se i corsi non verranno avviati a breve. Inoltre, l’Inps contesta alla Regione la rendicontazione di alcune somme destinate alla cassa integrazione del 2011 e quindi non sblocca neppure le somme del 2012. Col risultato che dall’inizio dell’anno chi è finito in cassa integrazione non ha preso nè stipendio nè sussidio». La Cisl, guidata da Maurizio Bernava, ha organizzato ieri proteste sotto gli uffici provinciali del lavoro di Catania e Caltanissetta e un sit-in sotto l’assessorato regionale a Palermo. Manifestazioni che verranno ripetute oggi e sposate dal Pdl, come annuncia Giuseppe Castiglione. «La situazione rischia di esplodere - dice Bernava - la Regione crei subito un tavolo per l’emergenza». In agitazione anche i gestori degli enti. Per le associazioni Cenfop e Forma «tagliare la formazione è un atto vile contro cui ci opporremo con tutte le nostre forze».

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