"Le piste ciclabili sono abusive": multa annullata ed esposto alla procura

Un automobilista nell'aprile del 2011 era stato multato. Un'ingiustizia per il funzionario regionale che, abituato a spulciare le norme, ha iniziato a studiare la delicata e complessa materia. E anche lui si è imbattuto nell'assenza del Piano urbano del traffico, il cosiddetto «Put», strumento indispensabile per realizzare tutti gli interventi che regolano la circolazione dei mezzi pubblici

PALERMO. Una multa rischia di aprire un nuovo fronte caldissimo per l'ex amministrazione Cammarata: le piste ciclabili sarebbero abusive.
Un automobilista, Ettore De Castro, funzionario regionale, nell'aprile del 2011 era stato multato. La sua Mercedes si trovava nei pressi di una pista ciclabile di via Rapisardi. Era scattata la multa di 90 euro.


Un'ingiustizia per il funzionario regionale che, abituato a spulciare le norme, ha iniziato a studiare la delicata e complessa materia. E anche lui si è imbattuto nell'assenza del Piano urbano del traffico, il cosiddetto «Put», strumento indispensabile per realizzare tutti gli interventi che regolano la circolazione dei mezzi pubblici, auto, moto e bici. «Senza questo strumento fondamentale è impossibile applicare e realizzare qualunque cosa - afferma Ettore De Castro - Lo abbiamo visto con le zone blu, con le zone a traffico limitato. Adesso ho potuto constatare che la realizzazione delle piste ciclabili, come fatto dall'amministrazione Cammarata, è illegittima». Lo ha confermato il giudice di pace Elisa Manganaro che ha accolto il ricorso di Ettore De Castro, assistito dall'avvocato Francesco Spagnolo, e annullato la multa, proprio perché le piste sono state realizzate senza l'approvazione del Put. «Avevo presentato un ricorso alla prefettura con fotografie, norme e deduzioni. Un lavoro certosino - aggiunge De Castro - Nonostante il grande lavoro la prefettura di Palermo mi ha respinto il ricorso dicendomi che non avevo portato nessuna prova. Il giudice di pace ha condannato la prefettura al pagamento delle spese legali». Non contento del risultato e comprendendo che ci fossero altri illeciti nel mega appalto, il funzionario regionale ha spedito un esposto alla procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. «Quelle piste in muratura constate diversi milioni di euro potrebbero rappresentare un danno erariale - conclude De Castro - Per questo mi sono rivolto ai magistrati poiché si configurerebbero reati penali e anche danni erariali».



In effetti i 13 chilometri di piste ciclabili realizzate in città sono costate tre milioni di euro. Il Comune aveva appaltato due progetti. Il primo lungo il litorale urbano, da via Archirafi fino all'ingresso del parco della Favorita; il secondo perpendicolarmente, dalla circonvallazione all'Acquasanta. La prima pista è stata realizzata lungo un tracciato di circa 6 chilometri che comprendeva via Archirafi, via Lincoln, Foro Italico, corso Vittorio Emanuele, Cala, via Crispi, via dei Cantieri, via Ammiraglio Rizzo e via della Favorita. Il percorso Lennon-Acquasanta era invece lungo 7 chilometri e attraversa la via Borremans, via Zandonai, via Notarbartolo, via Pecoraro, via Giusti, piazza Unità d'Italia, via D'Annunzio, via Rutelli, via Autonomia Siciliana e via Ammiraglio Rizzo. Previste pure due diramazioni: una a monte, lungo le vie Galilei e Pacinotti, e una a valle su via Don Orione, via Cristoforo Colombo e piazza Giachery.

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