Sicilia, Cultura

Palermo alla Biennale di Shanghai

Dedicato uno spazio all'interno del nuovissimo museo di Arte contemporanea della Cina, situato nel Future Pavillion, una ex-centrale elettrica già utilizzata per l'Expo 2010. “Palermo Felicissima”, il City Pavillion del capoluogo siciliano, sarà curato da Laura Barreca

PALERMO. Alla prossima Biennale di Shanghai, che inaugurerà la sua nona edizione l’1 ottobre, Palermo sarà l’unica città a rappresentare l’Italia. La Biennale ha scelto quest’anno un nuovo format espositivo: oltre alla mostra principale sono state coinvolte infatti circa 20 città nel mondo, con il progetto dei City Pavillion che intende analizzare le dinamiche geopolitiche e i cambiamenti globali.
Tra le altre città confermate e ancora da confermare, ad oggi, ci sono: Mumbai, Istanbul, Tehran, Hong Kong, Taipei, Londra, Barcellona, Ulaanbaatar, Berlino, San Francisco, Sendai e altre.
Ciascun City Pavillion avrà uno spazio all'interno del nuovissimo museo di Arte contemporanea della Cina, situato nel Future Pavillion, una ex-centrale elettrica già utilizzata per l'Expo di Shanghai del 2010, per un totale di 41.000 metri quadri, che inaugurerà proprio con questa proin occasione della Biennale di Shanghai. Il team curatoriale della Biennale è composto da Jens Hoffman, Borys Groys e Qiu Zhijie.  
“Palermo Felicissima”, il nostro City Pavillion, sarà invece curato da Laura Barreca, giovane brillante curatrice siciliana che ha un’esperienza internazionale consolidata e che per Shanghai ha progettato una mostra collettiva con artisti italiani e internazionali lanciando l’idea di voler rappresentare l'eccellenza nelle arti in una Città che si è  sempre contraddistinta (in tutto il Novecento e fino alla contemporaneità) per la presenza di importanti artisti internazionali che proprio a Palermo hanno deciso si vivere, lasciandosi ispirare dal suo fascino complesso.
La stessa Barreca tornata a Palermo dopo aver lungamente vissuto all’estero ha deciso, come molti professionisti della sua generazione, di “investire” la propria esperienza professionale, e umana,  in un  territorio che merita la “qualità e trasparenza” nelle azioni, nelle scelte e nella progettualità.
“Palermo Felicissima” nasce sotto questo buon auspicio e ha il sostegno di tutta quella parte della comunità scientifica che si riconosce in operazioni come questa, nata dalla sensibilità e soprattutto dalla credibilità di chi ne è artefice.

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