Gesip, rebus sul futuro: i servizi sono ancora un mistero

Nell’ordinanza della protezione civile, che ha sbloccato i fondi che serviranno a prolungare di due mesi il contratto dei 1800 lavoratori, il riferimento ai servizi è molto vago

PALERMO. I soldi ci sono, le firme nella delibera pure, quello che manca è la chiarezza. Quali servizi fanno ancora parte del mondo Gesip? Una domanda a cui gli stessi sindacati e dipendenti non sanno dare risposta. Anzi, il giallo nelle ultime ore si è infittito. Il motivo è presto detto. Nell’ordinanza della protezione civile, che ha sbloccato i fondi che serviranno a prolungare di due mesi il contratto dei 1800 lavoratori, il riferimento ai servizi è molto, molto vago. All’inizio il commissario straordinario Luisa Latella aveva spiegato che i servizi essenziali (in questo caso cimiteri, canile, trasporto disabili e città dei ragazzi) non potevano essere riassegnati, in quanto si rischiava il «dissesto funzionale» al Comune.


Ovvero: se non si ha la copertura finanziaria autonoma per poter autogestire i servizi, l’amministrazione non può affidare ad una società sull'orlo del fallimento come la Gesip i servizi stessi, pena il dissesto finanziario. Quando tutto sembrava superato, e gli operai pronti a «cambiare lavoro», ecco il nuovo colpo di scena: quei servizi che prima erano essenziali, di colpo non lo sono più. Come il cimitero, ad esempio, che adesso, per motivi tutti da scoprire, rimarrà (in larga parte) momentaneamente nelle mani della Gesip, in attesa del passaggio definitivo nelle mani di Palazzo delle Aquile. Non solo: sembra che anche il canile possa seguire lo stesso iter. In tutto questo rimbalzo di competenze e cambi di strategie, i sindacati (e ovviamente anche gli operai) chiedono un minimo di chiarezza sul da farsi.

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