Caos nei conteggi, le regole discusse a partita finita

Una figuraccia. Degna di un’organizzazione terzomondista. E che fino alla serata di ieri non ha regalato certezze su nulla: candidati che sono andati a letto domenica sera da sindaci, si sono svegliati ieri al ballottaggio e solo all’ora dell’aperitivo hanno saputo del contro-contrordine; le liste a galleggiare sopra o sotto la soglia di sbarramento, senza sapere chi aveva ragione e chi torto; migliaia di aspiranti consiglieri a contare i propri voti, senza sapere a cosa sarebbero serviti. Con una circolare esplicativa della Regione arrivata quando tutti i tg e i giornali on line titolavano già da ore sul pasticcio elettorale siciliano. E con uno spoglio che a Palermo per esempio è andato avanti per oltre 30 ore - un dato assurdo ai tempi di internet - tanto che oggi in molte scuole non si sa neanche se i ragazzi potranno o meno tornare nelle aule sgomberate dai seggi. Insomma, un gigantesco papocchio, che qualifica l’intero sistema Sicilia, andata al voto con una nuova legge elettorale che avrebbe dovuto rendere più chiaro il voto e semplice lo spoglio. Già, avrebbe dovuto...  

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